Translate in your favourite language! :-P

28/11/13

Dio è sceso in terra: veste una merda e picchia i buoni


Mi ero promesso di non toccare più fumetti supereroistici fintanto che l'attuale trend non fosse cambiato. L'avevo anche detto ad alcuni amici, avevo deciso, era fatta. Poi, Bleeding Cool pubblica un paio di  articoli riguardo Harley Quinn e i suoi siparietti all'interno di Injustice - Gods Among Us, fumetto in casa DC ispirato all'omonimo videogioco. Leggendoli, intuisco che Tom Taylor, lo sceneggiatore della serie, ha fatto della pseudo-amante di Joker una versione DC del Deadpool di casa Marvel, ovvero, un personaggio folle tutto battute, violenza e nonsense. Fin lì nulla di estremamente innovativo, anzi, d'innovativo non c'è praticamente niente visto che il personaggio potrebbe essere definito un calco, ma le due major, si sa, fanno un po' come USA e URSS durante la Guerra Fredda. Fatto sta che basta poco per incuriosirmi, quindi, m'informo sulla serie scoprendo che si tratta di un elseworld dove Joker decide di ammazzare Lois Lane, la quale è sposata con Superman ed è incinta del loro primo bambino. Attraverso un per nulla originale stratagemma, il folle clown fa in modo che sia lo stesso kryptoniano a uccidere la donna della sua vita e il loro figlio. Questa cosa fa molto incazzare Supes che decide di ammazzare Joker e di eliminare tutto il male dal pianeta Terra instaurando una propria dittatura su scala mondiale. Anche qui nulla di nuovo dato che l'idea è stata presa da Irredeemable di Mark Waid e da qualcun altro prima di lui. Quindi, ancora una volta, perché l'ho letta e perché ne scrivo? Per una serie di semplici motivi:

  • Perché Taylor è capace di dar vita a una sceneggiatura leggera, scorrevole, divertente, ritmata, mai noiosa, ricca di colpi di scena, cattiva, ironica e chi più ne ha più ne metta. Complice la cadenza settimanale della serie e l'enorme uso fatto di splash page a una e due pagine, ogni numero scorre veloce e leggero senza stancare. E ciò non significa che la lettura duri solo 1 minuti e 57 secondi, ma che non ci si annoia neanche quando si leggeranno numeri carichi di discorsi e sproloqui;
  • Green Arrow ha il pizzetto;
  • Perché è una serie supereroistica diversa da quelle di oggi. Qui le cose succedono sul serio, non per essere annullate 10 pagine più avanti. Quando un supertizio muore col caxxo che lo fai tornare in vita. Se dichiari guerra a Superman col caxxo che lui ti sorride stringendoti la mano e ti dice "Facciamo pace, dai!". Questo è un fumetto piuttosto cazzuto e non adatto al pubblico di cui parla Alan Moore;
  • Nonostante sia vestita da baldracca, Harley Quinn è davvero un personaggio figo;
  • I disegnatori, coloristi, inchiostratori e letteristi riescono a mantenere sempre una buona qualità malgrado il lavoro enorme che sono costretti a fare a causa della cadenza settimanale della serie;
  • Ogni numero costa solo 0.99 $ su Comixology;
  • Non mancano i cliffhanger, i colpi di scena, le rivelazioni e tutto ciò che è possibile fare con personaggi del genere quando non sei costretto a rispettare alcuna continuity (o milioni di clausole con la Warner);
  • Nell'Annual, appare Lobo.
In definitiva, non un must have, ma, se dovete regalare soldi al Batman di Snyder o al Superman di Lobdell, tanto vale spenderli per Taylor 'sti dannati quattrini. Da poco si è conclusa la prima stagione, basata molto su complotti politici e intrighi diplomatici, la seconda si prospetta molto più carica di vuilenzaaa!!! Speriamo non ne perda in qualità.

State tuonati!

P.S.: Esiste anche un'edizione italiana pubblicata da RW Lion che offre, stranamente, un buon rapporto qualità/prezzo.

P.P.S.: Se del fumetto non v'interessa nulla e preferireste provare il gioco, un Mortal Kombat con i supereroi, ecco il primo video di un torneo che IGN organizzò per sponsorizzare il gioco. I combattimenti durano poco, quindi, volendo, credo li possiate arrivare alla finale in una mezz'ora. Enjoy!:




MMS

26/11/13

@OrphanBlack


La prima stagione si è conclusa diversi mesi fa, ma, nonostante il ritardo, non potevo evitare di scrivere un post su questa stupenda serie televisiva. Orphan Black è una serie come ce ne sono ormai a vagonate in giro, dunque, perché iniziare a seguirla a discapito, per esempio, di un più blasonato Breaking Bad o un più noto The Walking Dead? Io l'ho fatto perché è canadese. So di aver sempre elogiato gli inglesi ad anglosassoni per eccellenza, ma due ottimi motivi mi hanno portato a visionare l'episodio pilota che mi ha convinto a proseguire con le altre puntate: 1) I canadesi sono madrelingua inglesi diversi dagli americani; 2) Che caxxo fanno i canadesi nella vita? Adesso, so che, almeno, hanno prodotto una serie televisiva decente.

Sarah Manning, una punk nata e cresciuta in Inghilterra, è appena scesa dal treno quando assiste al suicidio di una donna. Poco prima che quest'ultima si lanciasse contro un treno in arrivo, le due si sono scambiate un lungo sguardo che ha permesso a Sarah di notare un qualcosa di relativamente evidente: quella donna le assomigliava in tutto e per tutto. Che sia una gemella? No, Sarah non ne ha, o, almeno, non dovrebbe averne. Per andare in fondo alla questione decide di recuperare la borsa che la suicida aveva lasciato a terra prima del tuffo e rincasare immediatamente. Avvolta dalla sicurezza delle mura casalinghe e aiutata dal fratellastro Felix, Sarah scopre che Elizabeth Childs, questo il nome della suicida, era una poliziotta e, in base a ciò che le viene riferito da Art, un collega della defunta a cui decide di rispondere a cellulare, era invischiata in un terribile casino a causa di un omicidio, un qualcosa che difficilmente una giovane punk nullafacente potrebbe affrontare. Sarah, invece, decide d'impossessarsi dell'identità della sua sosia e viverne la vita per scoprire chi fosse realmente e perché avesse deciso di togliersi la vita.

Questo è l'incipit. Piuttosto tranquillo, nulla al di là della norma. Ora, arriviamo al dunque e state tranquilli che non spoilero niente perché ciò che sto per dirvi è il tema principale e ricorrente della serie: Beth era un clone, Sarah è un clone e ci sono tanti cloni come loro in questa serie. In pratica, l'intero telefilm è incentrato su questi cloni di una medesima e sconosciuta donna. Da dove saltano fuori? Chi li ha creati? Perché? E perché alcuni di loro...mi fermo, ma sappiate che c'è una cosa ancora più figa in questa serie tv: tutti i cloni sono interpretati dalla medesima attrice, tutti i cloni sono interpretati da Tatiana Maslany. Lei, Maslany, interpreta la protagonista, le comprimarie e le antagoniste, tutti i cloni che appaiono nella serie sono sempre e comunque impersonati da lei. Bisogna aggiungere che la somiglianza fisica non corrisponde MAI a una somiglianza psicologica e caratteriale. Ogni singolo clone è un personaggio totalmente differente e Maslany li riesce a rendere tutti alla perfezione. La geek, la punk, la poliziotta, la casalinga, la pazza. Non ne sbaglia nessuno. E non credo che questo sia un fatto da poco siccome la serie ha già vinto tre premi e Maslany è a quota cinque. E questo dopo una sola stagione.

Dieci puntate da quarantacinque minuti l'una che consiglio: ottima storia, buona regia, sublime protagonista e fantastici attori comprimari, anche loro promossi a pieni voti. E non dico che Breaking Bad o The Walking Dead non vadano viste, ma solo che c'è anche qualcosa di diverso da ciò che ci passa quotidianamente lo Zio Sam.

State tuonati!


P.S.: Orphan Black ha creato un account twitter che pubblicizzava all'interno degli episodi insieme a un hashtag che cambiava ogni settimana coinvolgendo, così, gli spettatori a commentare in diretta ed esprimere liberamente e istantaneamente le loro opinioni sulla serie. Simpatico.




MMS

21/11/13

I Superamici sono morti. Lunga vita ai Fratelli del Cielo.

Mosso più dall'amore per l'arte che da un'inesistente patriottismo italiano, mi capita anche di leggere fumetti i cui autori ed editori condividono la mia stessa nazionalità. Per i più, il fumetto italiano è Tex o Dylan Dog o tutti i millemila Bonelli che vedi affacciandoti in edicola (ma chi si affaccia ancora in edicola?). D'altronde è vero che i più non leggono mica questo blog ed è, dunque, superfluo specificare che, in Italia, oltre a una buona produzione di fumetti cosiddetti seriali, siamo provvisti anche di ottimi fumetti d'autore, ma roba del tipo che gente di altri paesi li traducono per farli leggere ai loro compaesani. Mica pizza e fichi (e con questa arriviamo alla seconda "cosa che ho sempre voluto scrivere e che finalmente ho scritto" in una sola giornata: un record!).

Ciò che ho letto e di cui vorrei scrivervi senza perdermi in troppe caxxate si chiama Hobby Comics, che è una miniserie a tutti gli effetti essendo composta dall'ormai esaurito n°0,


dal n°1, il vero esordio,


dallo speciale n°1emmezzo dedicato a Bilbolbul, personaggio creato da Attilio Mussino,


dallo sporco n°2,


dal pulito n°3,


dal n°3emmezzo, un altro speciale questa volta dedicato a I Ronfi di Adriano Carnevali,


dal fantasmagorico n°4,


e, infine, dall'enorme n°5&6.


Nonostante questo, però, Hobby Comics rimane un fumetto d'autore, quindi, di nicchia, quindi, nessuno dei fumettisti qui coinvolti riuscirà a comprarsi la casa nuova entro Natale, ma bisogna ammettere che le loro vendite questi tipi le fanno eccome. Ma chi sarebbero questi tipi?
Fino all'uscita del numero 5&6, si facevano chiamare i Superamici,


dopodiché, son partiti per lo spazio e son ritornati sulla Terra col nome di Fratelli del Cielo.


Sì, in effetti, sono dei tipi abbastanza originali, basta leggere uno qualsiasi dei loro fumetti per capirlo. Il mio obiettivo, oggi, è di presentarli brevemente a chi ancora non li conosce e cercare di spronare la loro curiosità al punto da ordinare il primo numero di Hobby Comics e dare, così, una possibilità a questi deviati. Ovviamente, ciò non accadrà, ma, intanto, io avrò occupato parte del mio tempo ed evitato le faccende domestiche.

Dr. Pira è probabilmente il più ostico tra i fratelli non solo per il suo stile di disegno, ma anche per la natura delle sue storie. Forse, qualcuno di voi l'avrà conosciuto su VICE con le storie di Ken il Corriere, qualcun altro avrà letto il suo oroscopo su XL, fatto sta che, a primo impatto, potrebbe risultare altamente antipatico. Per me, è stato così. Disegni del caxxo per delle storie senza senso. Poi, ho letto le avventure di Gimba su Hobby Comics e ho iniziato ad apprezzarlo. E comprerò anche Gatto Mondadory. Forse. Non so se sono abbastanza radical chic per poterlo apprezzare.

Chi, invece, ha fatto degli scarabocchi il suo cavallo di battaglia è stato Maicol&Mirco, essere immondo che, dopo aver pubblicato per Coconino e Grrcoso, la stessa impronunciabile casa editrice di Hobby Comics, collaborato con XL e altre riviste ha iniziato ad autoprodurre proprio i suoi Scarabocchi: tavole autoconclusive dove, attraverso pochi tratti e striminzite battute, M&M è capace di demolire intere generazioni, religioni, tradizioni e aziende farmaceutiche. Chiamatela satira, chiamatela ironia, chiamatela cinismo, ma la roba che trasudano le creature di questo tizio è dannatamente estatica. Recentemente ha collaborato anche con Eastpak. Per apprezzarlo appieno, dovete essere hipster.

Poi, arriva Tuono Pettinato che sembra disegni favolette dei bambini visto il suo tratto tenerello e cuccioloso, anche la sua persona ricorda un Babbo Natale giovane e brutto, e a essere sinceri non vi discosterete molto dal vero. Tuono ha pubblicato per Rizzoli e altri editori, fatto tante cose tra cui collaborazioni con XL (sì, lo fanno tutti) e all'ultima Lucca ha presentato Corpicino, un'opera che definisce il suo stile che potrebbe personificarsi così: un bambino paffuto e buono, con un sorriso stampato sul volto, che vi si avvicina e, con la sua voce dolce e cantilenante, vi racconta tutto il brutto che c'è in voi e nel mondo. Voi lo ascoltate perché "guarda che bel bimbo" e, quando realizzi che i bambini sono la bocca della verità, piangi e inizi a tirarti cazzotti in bocca.

Ratigher è un figo. Madre Natura l'ho provvisto di una capacità di disegno perfettamente in linea col suo modo di raccontare le storie fatto di molti silenzi e primi piani, un tratto capace di essere introspettivo, di farci toccare l'animo umano attraverso carta e inchiostro. Anche Ratigher fa tante cose e ora mi scoccio di elencarle a parte Intanto altrove su VICE, ma sappiate che ha spaccato tutto con Trama, una roba che hanno tradotto anche i francesi e i mangiarane si sa che hanno la puzza sotto il naso. A breve pubblicherà per Canicola e ha partecipato anche ai tarocchi degli amici di Passenger Press, un altro bel fatto di cui vi parlerò appena superata la tempesta.

Infine, c'è LRNZ, che è quello cool, il tipo più commerciale e che tutte le ragazze (ma anche un discreto numero di ragazzi) vorrebbero portarsi a letto anche se il suo tratto di chiara ispirazione orientale fa storcere il naso a molti italiani bigotti tant'è vero che LRNZ vende più all'estero che in patria. Meditate gente. Comunque, 'sto tizio è davvero figo, disegna da paura roba che se vedi ti metti le mani nei capelli se li hai ancora. Ed è anche uno un po' toccato di cervello ovviamente, altrimenti mica ci entrava in questa compagnia. Per potervi eccitare e capire di cosa è capace basta visitare il suo sito, ma sappiate che attualmente lo trovate sulle copertine di Long Wei e che a partire dal 2014 pubblicherà una marea di roba.

Questo è quanto. Sintetico e poco chiaro come piace a me. Se siete interessati alla banda, ma preferiste leggere qualcosa su di loro che sia scritto in un italiano chiaro, sull'internetto trovate qualcosa oppure potete leggere uno dei millemila fumetti gratuiti messi a disposizione da loro stessi. Spremete le meningi. E fatelo anche per trovare i link utili nel post mi raccomando.

State tuonati!


MMS



20/11/13

Aggiornamento al forno con contorno di segnalazione fritta in ritardo


La scorsa settimana, per Airots, ho scritto tre post e volevo giustamente segnalarlo anche qua perché mi piace parlare delle cose belle che faccio. Per quale altro motivo si apre un blog se non per assecondare il proprio ego? 'Sticazzi il piacere di fare questo e quell'altro. Siamo tutti narcisisti, l'essere umano è narcisista. E anche tante altre cose of course.

Tornando al punto, qui parlo dei progetti a cui sta lavorando la compagnia, i quali sarebbero sarebbero: un radiodramma tutt'ora top secret ("Oddio, cos'è un radiodramma?" "Non temere, ho già risposto alla tua domanda con questo secondo post!") e uno spettacolo dal titolo Dora Pais Show ("Che sarebbe?" "Grazie per l'ottimo interrogativo che mi permette di segnalarvi il terzo e ultimo post da me scritto"). A Dora Pais Show è legato un evento di cui vi parlerò a breve. Non temete, so che state fremendo dalla voglia di sapere, ma dovete attendere ancora un paio di giorni.



Quest'altra è, invece, una segnalazione che avrei voluto fare tempo addietro esattamente quando ci fu la prima campagna di crowdfunding su Indiegogo (e se non sapete che cacchio è il crowdfunding significa che o siete vecchi o vivete su un altro pianeta, ma non roba figa tipo Tatooine, ma più uno come Plutone, che è stato anche declassato da pianeta a pianeta nano, sfigati!), campagna che ha raggiunto solo circa il 50% del budget richiesto non tanto a causa delle adesioni (basse se confrontate su scala mondiale, ma tenendo conto del fatto che noi italiani siamo un popolo di caproni ignoranti, DyD ha ricevuto un buon numero di consensi) quanto della cattiva gestione delle ricompense da parte degli autori. Con la seconda campagna, invece, gli autori di Dylan Dog - Vittima degli eventi, che sono sponsorizzati dai The Jackal, oltre a porsi un obiettivo più basso, una cifra utile solo a completare il lavoro di post-produzione, hanno gestito in maniera decisamente migliore i perks riuscendo a raggiungere e superare la quota richiesta in soli pochi giorni dalla partenza. Ora, mancano ancora 49 giorni alla chiusura della campagna e voi potete ancora donare. Perché farlo se hanno raggiunto il loro obiettivo? Per assistere alla prima esclusiva di questo medio-metraggio che ci assicura essere un lavoro di ottima fattura (non dico superiore alla versione americana perché per quello non ci vuole molto), per riceverne il dvd, il blu-ray, la soundtrack o cose più fighe ma decisamente inutili che potete scegliere di acquisire solo se avete i soldi maalloraaquelpuntoancheiomelispendereituttiincazzatestisoldi!
Scusate.
In conlusione, la morale è: aiutate i giovani autori e artisti, aiutate la scena indie a emergere. E questo vale per Airots quanto per Dylan Dog - Vittima degli eventi.

Il menù di oggi è servito. Ho già altri tre post in cantiere ma non trovo il tempo di completarli e pubblicarli. Credo mi dedicherò alla sintesi d'ora in avanti altrimenti questo blog rischia di morire. Lo so che non interessa a molti, ma lo leggono anche mamma e papà e mi dispiacerebbe privarli di questi rari incontri con la cultura nerd contemporanea. Lo farei leggere anche a mia nonna, ma lei è più avanti di quanto non possiate immaginare.

Come sempre, i link utili sono piazzati nei posti giusti. Se non li trovate, siete pigri o imbecilli.
A presto. State tuonati.


MMS

09/11/13

Di teatranti napoletani e profeti giapponesi


Diversamente dai profeti giapponesi, i teatranti napoletani esistono realmente, sono due e si chiamano Giuliana Pisano e Salvatore D'Onofrio. Chi sono? I soci fondatori di Airots. Non sapete nulla di Airots e della mia collaborazione con quest'associazione culturale? Significa che siete delle brutte persone, che non avete letto questo post e che marcirete all'inferno.
Dopo aver presentato l'associazione, ho deciso di farvi conoscere i chi dietro la sua nascita, le menti che spendono quotidianamente l'anima per portare avanti questo loro progetto e la loro idea di cultura. E, molto spesso, consumare mente, anima e anche cuore in una città come Napoli può solo portarti a soffrire maggiormente per gli inevitabili fallimenti verso cui la città spinge tutti i suoi figli. Fortunatamente, non è questo il caso.
L'intervista non è lunga, ma non è neanche breve. Le cose dette e da dire erano tante e ho cercato di condensarle il più possibile. La vita non è fatta solo di Best Vines, a volte, vi tocca sprecare MINUTI per leggere qualcosa. Lo so, fa male al cervello, ma provateci. Se lo state facendo col mio blog...
Si parlerà soprattutto di teatro e di esperienze di vita. Se non vi frega niente del teatro, non è detto che non ve ne possa importare in futuro e che sia proprio questo breve incontro indiretto a farvi intrigare. Amen. Ad ogni modo, i link utili li ho già inseriti strada facendo. Incuriositevi e cliccateli.

Dal teatro passiamo al fumetto. Stupendo come, in un unico post, io riesca a parlare delle due arti che meno interessano a quel popolo di caproni quali noi italiani siamo. Thumbs up for me! Tuttavia, mi sarebbe dispiaciuto non parlare di Prophecy



di Tetsuya Tsutsui (Reset, Manhole, Duds Hunt), edito dalla JPop, manga della serie "come fai a non innamorarti di un tipo che preferisce i giornali alle calzamaglie?"
Prophecy è, come tutti gli altri manga di Tsutsui, cattivo, di una cattiveria perversa che, però, non sfocia nello splatter o nel macabro o nel gore, che sono tutte cose che quei segaioli dei giapponesi adorano (e io li adoro a loro volta per questo), preferendo un approccio molto più sottile e psicologico. Intendiamoci, di teste spaccate ce ne sono, ma l'attenzione non è mai concentrata sulle "vittime materiali" delle violenze in atto bensì sulle vittime di perpetuati soprusi trasformatesi inevitabilmente negli attuali assassini. Ancora una volta, Tsutsui vuole tirare in ballo il sociale e la società (non solo quella giapponese ma la capitalistica occidentale in generale) per parlare dell'annullamento dei diritti umani di fronte ai poteri dell'economia, della differenza tra ciò che è giusto e ciò che è bene e, in particolar modo, si concentra sull'universo internet e sulle abominevoli realtà nate dai social network.
Paperboy, il tipo col giornale in testa, posta video su Youtube annunciando preventivamente la morte di un individuo, spesso un colpevole impunito di un qualche crimine. La polizia inizia a interessarsi al caso quando nota che le vittime designate iniziano realmente a morire, quindi, non sta avendo a che fare col solito mitomane: Paperboy è uno che fa sul serio. Ma chi è? Perché lo fa? Il popolo di internet è con lui o contro di lui? Da qui, non solo la presenza massiccia di portatili, smartphone e siti che tutti noi abbiamo tra i preferiti, ma anche l'uso del gergo telematico fatto di parole quali spam, flame, ban e tante altre. Ma non preoccupatevi: se siete uno dei pochi dinosauri rimasti sulla Terra tutt'oggi incapaci di comprendere questo per-nulla-intricato linguaggio, Tsutui è così buono da infilare, in maniera indiretta, le definizioni ai difficilisimi termini man mano che essi appaiono nel fumetto. Che uomo!

Purtroppo, il post non finisce qui. Voglio aggiungere una piccola nota sulla JPop che, ultimamente, sta lavorando benissimo regalando bellissime opere giapponesi a noi poveri sfigati dello stivale. A tal proposito, mi andava di segnalare due graditissimi annunci che la casa editrice ha fatto al Lucca Comics & Games 2013:

Old Boy, QUELL'Old Boy che ha fatto la fortuna del regista sudcoreano Park Chan-wook, ma che, in origine, era un manga giapponese scritto da Garon Tsuchiya e disegnato da Nobuaki Minegishi. Io vi consiglio di attendere con ansia e recuperare questo piuttosto che il remake di Spike Lee.



Lady Snowblood, altro personaggio reso famoso dal cinema grazie al film diretto da Toshiya Fujita e a quel tipaccio di Quentin Tarantino che l'omaggia infinite volte all'interno del suo cazzutissimo Kill Bill. Inutile dire che il fumetto, scritto da Kazuo Koike e illustrato da Kazuo Kamimura, che tanto ha influito sull'immaginario orientale e occidentale, vada assolutamente recuperato.



E dopo questa dose di pubblicità gratuita, vi lascio.
State tuonati!



MMS

03/11/13

[Non parlerò di] Una nuova vita

Il titolo è bello ma fuorviante. L'ho semplicemente rubato al penultimo numero di Dylan Dog, il primo della nuova gestione Recchioni. Per intenderci, quello con questa stupenda copertina di Angelo Stano



e i fantastici interni di Carlo Ambrosini



ma totalmente sprovvisto di una storia degna dell'aggettivo carina.
Dunque, il titolo non si riferisce a una mia eventuale rinnovata esistenza, anzi, la mia vita è, grosso modo, sempre la stessa, con la differenza che le cose da fare quotidianamente sono aumentate e che Caos e Casualità non mi lasciano mai in pace. Se, poi, ci aggiungiamo il fatto che mi creo del tempo libero anche quando non ne ho, possiamo stimare numerosi e continui ritardi e accavallamenti. In pratica, questo è il motivo-scusa per cui, ancora una volta, sto trascurando questo bellissimo e frequentatissimo blog. Blog che, comunque, cercherò di aggiornare ogni volta che potrò anche se preferirò concentrarmi su fatti e/o cose che non interessano a nessuno in modo tale da preservare una parvenza di originalità.
Ad esempio, non mi vedrete scrivere di Orfani, la nuova serie Bonelli partorita dalle menti di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari, la prima serie della casa editrice milanese progettata e prodotta a colori e non con il loro tradizionale bianco e nero. Il primo numero, uscito un paio di settimane fa, vanta una copertina di Massimo Carnevale


così come degli interni da paura che non sto qui a linkarvi. Sciaguratamente, il neo lo troviamo nella sceneggiatura e nella storia, storia che parte "citando" Ender's Game e si conclude "citando" Starship Troopers. Ma siamo solo al primo numero e noi siamo buoni e vogliamo dargli tanta fiducia ai nostri autori, ma, come ho già detto, non m'interessa parlare di questa roba.
Per 'sta roba ci sono già tantissimi portali, di siti e blog su cinema e fumetto ne trovate a iosa così come troverete persone molto più preparate di me. Io, però, non demordo e non mollo. Anzi, ora che l'indie è il nuovo mainstream e che il trash va forte come la pedofilia ai tempi degli Antichi Greci, di materiale da sottoporre ad analisi e recensioni ne ho e ve ne offrirò.

Adesso, però, bando alle ciance e arriviamo al cuore di quest'intervento. Tra i mille impegni che ho e che non mantengo, c'è la boxe. Avete presente quello sport in cui due bruti, armati di guantoni, salgono su di un ring per picchiarsi fino allo sfinimento? Sappiate che questo post non ha niente a che fare con la disciplina in questione. Ciò di cui voglio parlarvi è una cosa brutta e cattiva che noi amiamo definire cultura. Ho, infatti, iniziato da qualche tempo una collaborazione con l'Associazione Culturale Airots, un'associazione culturale nata a Napoli e con obbiettivo quello di "produrre, promuovere e diffondere attività ed eventi culturali di qualsiasi tipo ma con un occhio particolare per il mondo del teatro." Ho preferito sottolineare il "nata" poiché Airots non ha ancora una sede fissa. Purtroppo, trovare una "casa" per un'associazione culturale piccola, giovane e priva di molti mezzi non è facile in Italia e lo è ancor meno nella mia città. Naturalmente, questo non ci costringe affatto a starcene con le mani in mano, anzi, Airots è continuamente ospitata perché le sue attività piacciono e funzionano, ma com'è possibile non desiderare una casa propria? Una casa in cui, a tua volta, puoi ospitare chiunque voglia regalarti la sua compagnia e collaborazione. Una casa in cui studiare, ricercare, provare, costruire, smontare, mangiare e dormire. Una casa in cui vivere al 100% e a 360° (giusto per fare ripetizioni di matematica) il tuo lavoro evitando, così, di farlo diventare una parentesi di 4 ore nei giorni dispari della settimana. Airots, dunque, nasce a Napoli e crescerà altrove se la città non riuscirà a offrirle un tetto fisso sulla testa, ma, ancora una volta, sto uscendo fuori tema. Quello che volevo dirvi è che ho iniziato a collaborare in quanto Responsabile comunicazione, un nome figo che, però, non aiuta a rimorchiare. In pratica, scrivo e faccio sapere al mondo di noi e delle cose fighe che facciamo. Questa settimana, è uscito il primo pezzo, una sorta d'introduzione e presentazione dell'associazione e dei suoi numerosi e loschi movimenti. Dategli un occhio cliccando qui e, se vi va, piacete anche le pagine facebook e twitter. La lettura richiederà qualche secondo in più rispetto ai video di Best Vines, ma, se avete sprecato parte del vostro tempo per leggere quest'inutile post, potrete sprecarne un po' per leggere qualcosa di veramente interessante. Almeno, mi auguro che lo sia per voi.

Spero abbiate gradito la mia compagnia e il mio non richiesto ritorno. Ci sentiamo quanto prima. Promesso.

State tuonati!




MMS