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03/11/13

[Non parlerò di] Una nuova vita

Il titolo è bello ma fuorviante. L'ho semplicemente rubato al penultimo numero di Dylan Dog, il primo della nuova gestione Recchioni. Per intenderci, quello con questa stupenda copertina di Angelo Stano



e i fantastici interni di Carlo Ambrosini



ma totalmente sprovvisto di una storia degna dell'aggettivo carina.
Dunque, il titolo non si riferisce a una mia eventuale rinnovata esistenza, anzi, la mia vita è, grosso modo, sempre la stessa, con la differenza che le cose da fare quotidianamente sono aumentate e che Caos e Casualità non mi lasciano mai in pace. Se, poi, ci aggiungiamo il fatto che mi creo del tempo libero anche quando non ne ho, possiamo stimare numerosi e continui ritardi e accavallamenti. In pratica, questo è il motivo-scusa per cui, ancora una volta, sto trascurando questo bellissimo e frequentatissimo blog. Blog che, comunque, cercherò di aggiornare ogni volta che potrò anche se preferirò concentrarmi su fatti e/o cose che non interessano a nessuno in modo tale da preservare una parvenza di originalità.
Ad esempio, non mi vedrete scrivere di Orfani, la nuova serie Bonelli partorita dalle menti di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari, la prima serie della casa editrice milanese progettata e prodotta a colori e non con il loro tradizionale bianco e nero. Il primo numero, uscito un paio di settimane fa, vanta una copertina di Massimo Carnevale


così come degli interni da paura che non sto qui a linkarvi. Sciaguratamente, il neo lo troviamo nella sceneggiatura e nella storia, storia che parte "citando" Ender's Game e si conclude "citando" Starship Troopers. Ma siamo solo al primo numero e noi siamo buoni e vogliamo dargli tanta fiducia ai nostri autori, ma, come ho già detto, non m'interessa parlare di questa roba.
Per 'sta roba ci sono già tantissimi portali, di siti e blog su cinema e fumetto ne trovate a iosa così come troverete persone molto più preparate di me. Io, però, non demordo e non mollo. Anzi, ora che l'indie è il nuovo mainstream e che il trash va forte come la pedofilia ai tempi degli Antichi Greci, di materiale da sottoporre ad analisi e recensioni ne ho e ve ne offrirò.

Adesso, però, bando alle ciance e arriviamo al cuore di quest'intervento. Tra i mille impegni che ho e che non mantengo, c'è la boxe. Avete presente quello sport in cui due bruti, armati di guantoni, salgono su di un ring per picchiarsi fino allo sfinimento? Sappiate che questo post non ha niente a che fare con la disciplina in questione. Ciò di cui voglio parlarvi è una cosa brutta e cattiva che noi amiamo definire cultura. Ho, infatti, iniziato da qualche tempo una collaborazione con l'Associazione Culturale Airots, un'associazione culturale nata a Napoli e con obbiettivo quello di "produrre, promuovere e diffondere attività ed eventi culturali di qualsiasi tipo ma con un occhio particolare per il mondo del teatro." Ho preferito sottolineare il "nata" poiché Airots non ha ancora una sede fissa. Purtroppo, trovare una "casa" per un'associazione culturale piccola, giovane e priva di molti mezzi non è facile in Italia e lo è ancor meno nella mia città. Naturalmente, questo non ci costringe affatto a starcene con le mani in mano, anzi, Airots è continuamente ospitata perché le sue attività piacciono e funzionano, ma com'è possibile non desiderare una casa propria? Una casa in cui, a tua volta, puoi ospitare chiunque voglia regalarti la sua compagnia e collaborazione. Una casa in cui studiare, ricercare, provare, costruire, smontare, mangiare e dormire. Una casa in cui vivere al 100% e a 360° (giusto per fare ripetizioni di matematica) il tuo lavoro evitando, così, di farlo diventare una parentesi di 4 ore nei giorni dispari della settimana. Airots, dunque, nasce a Napoli e crescerà altrove se la città non riuscirà a offrirle un tetto fisso sulla testa, ma, ancora una volta, sto uscendo fuori tema. Quello che volevo dirvi è che ho iniziato a collaborare in quanto Responsabile comunicazione, un nome figo che, però, non aiuta a rimorchiare. In pratica, scrivo e faccio sapere al mondo di noi e delle cose fighe che facciamo. Questa settimana, è uscito il primo pezzo, una sorta d'introduzione e presentazione dell'associazione e dei suoi numerosi e loschi movimenti. Dategli un occhio cliccando qui e, se vi va, piacete anche le pagine facebook e twitter. La lettura richiederà qualche secondo in più rispetto ai video di Best Vines, ma, se avete sprecato parte del vostro tempo per leggere quest'inutile post, potrete sprecarne un po' per leggere qualcosa di veramente interessante. Almeno, mi auguro che lo sia per voi.

Spero abbiate gradito la mia compagnia e il mio non richiesto ritorno. Ci sentiamo quanto prima. Promesso.

State tuonati!




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