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26/11/13

@OrphanBlack


La prima stagione si è conclusa diversi mesi fa, ma, nonostante il ritardo, non potevo evitare di scrivere un post su questa stupenda serie televisiva. Orphan Black è una serie come ce ne sono ormai a vagonate in giro, dunque, perché iniziare a seguirla a discapito, per esempio, di un più blasonato Breaking Bad o un più noto The Walking Dead? Io l'ho fatto perché è canadese. So di aver sempre elogiato gli inglesi ad anglosassoni per eccellenza, ma due ottimi motivi mi hanno portato a visionare l'episodio pilota che mi ha convinto a proseguire con le altre puntate: 1) I canadesi sono madrelingua inglesi diversi dagli americani; 2) Che caxxo fanno i canadesi nella vita? Adesso, so che, almeno, hanno prodotto una serie televisiva decente.

Sarah Manning, una punk nata e cresciuta in Inghilterra, è appena scesa dal treno quando assiste al suicidio di una donna. Poco prima che quest'ultima si lanciasse contro un treno in arrivo, le due si sono scambiate un lungo sguardo che ha permesso a Sarah di notare un qualcosa di relativamente evidente: quella donna le assomigliava in tutto e per tutto. Che sia una gemella? No, Sarah non ne ha, o, almeno, non dovrebbe averne. Per andare in fondo alla questione decide di recuperare la borsa che la suicida aveva lasciato a terra prima del tuffo e rincasare immediatamente. Avvolta dalla sicurezza delle mura casalinghe e aiutata dal fratellastro Felix, Sarah scopre che Elizabeth Childs, questo il nome della suicida, era una poliziotta e, in base a ciò che le viene riferito da Art, un collega della defunta a cui decide di rispondere a cellulare, era invischiata in un terribile casino a causa di un omicidio, un qualcosa che difficilmente una giovane punk nullafacente potrebbe affrontare. Sarah, invece, decide d'impossessarsi dell'identità della sua sosia e viverne la vita per scoprire chi fosse realmente e perché avesse deciso di togliersi la vita.

Questo è l'incipit. Piuttosto tranquillo, nulla al di là della norma. Ora, arriviamo al dunque e state tranquilli che non spoilero niente perché ciò che sto per dirvi è il tema principale e ricorrente della serie: Beth era un clone, Sarah è un clone e ci sono tanti cloni come loro in questa serie. In pratica, l'intero telefilm è incentrato su questi cloni di una medesima e sconosciuta donna. Da dove saltano fuori? Chi li ha creati? Perché? E perché alcuni di loro...mi fermo, ma sappiate che c'è una cosa ancora più figa in questa serie tv: tutti i cloni sono interpretati dalla medesima attrice, tutti i cloni sono interpretati da Tatiana Maslany. Lei, Maslany, interpreta la protagonista, le comprimarie e le antagoniste, tutti i cloni che appaiono nella serie sono sempre e comunque impersonati da lei. Bisogna aggiungere che la somiglianza fisica non corrisponde MAI a una somiglianza psicologica e caratteriale. Ogni singolo clone è un personaggio totalmente differente e Maslany li riesce a rendere tutti alla perfezione. La geek, la punk, la poliziotta, la casalinga, la pazza. Non ne sbaglia nessuno. E non credo che questo sia un fatto da poco siccome la serie ha già vinto tre premi e Maslany è a quota cinque. E questo dopo una sola stagione.

Dieci puntate da quarantacinque minuti l'una che consiglio: ottima storia, buona regia, sublime protagonista e fantastici attori comprimari, anche loro promossi a pieni voti. E non dico che Breaking Bad o The Walking Dead non vadano viste, ma solo che c'è anche qualcosa di diverso da ciò che ci passa quotidianamente lo Zio Sam.

State tuonati!


P.S.: Orphan Black ha creato un account twitter che pubblicizzava all'interno degli episodi insieme a un hashtag che cambiava ogni settimana coinvolgendo, così, gli spettatori a commentare in diretta ed esprimere liberamente e istantaneamente le loro opinioni sulla serie. Simpatico.




MMS

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