Translate in your favourite language! :-P

09/11/13

Di teatranti napoletani e profeti giapponesi


Diversamente dai profeti giapponesi, i teatranti napoletani esistono realmente, sono due e si chiamano Giuliana Pisano e Salvatore D'Onofrio. Chi sono? I soci fondatori di Airots. Non sapete nulla di Airots e della mia collaborazione con quest'associazione culturale? Significa che siete delle brutte persone, che non avete letto questo post e che marcirete all'inferno.
Dopo aver presentato l'associazione, ho deciso di farvi conoscere i chi dietro la sua nascita, le menti che spendono quotidianamente l'anima per portare avanti questo loro progetto e la loro idea di cultura. E, molto spesso, consumare mente, anima e anche cuore in una città come Napoli può solo portarti a soffrire maggiormente per gli inevitabili fallimenti verso cui la città spinge tutti i suoi figli. Fortunatamente, non è questo il caso.
L'intervista non è lunga, ma non è neanche breve. Le cose dette e da dire erano tante e ho cercato di condensarle il più possibile. La vita non è fatta solo di Best Vines, a volte, vi tocca sprecare MINUTI per leggere qualcosa. Lo so, fa male al cervello, ma provateci. Se lo state facendo col mio blog...
Si parlerà soprattutto di teatro e di esperienze di vita. Se non vi frega niente del teatro, non è detto che non ve ne possa importare in futuro e che sia proprio questo breve incontro indiretto a farvi intrigare. Amen. Ad ogni modo, i link utili li ho già inseriti strada facendo. Incuriositevi e cliccateli.

Dal teatro passiamo al fumetto. Stupendo come, in un unico post, io riesca a parlare delle due arti che meno interessano a quel popolo di caproni quali noi italiani siamo. Thumbs up for me! Tuttavia, mi sarebbe dispiaciuto non parlare di Prophecy



di Tetsuya Tsutsui (Reset, Manhole, Duds Hunt), edito dalla JPop, manga della serie "come fai a non innamorarti di un tipo che preferisce i giornali alle calzamaglie?"
Prophecy è, come tutti gli altri manga di Tsutsui, cattivo, di una cattiveria perversa che, però, non sfocia nello splatter o nel macabro o nel gore, che sono tutte cose che quei segaioli dei giapponesi adorano (e io li adoro a loro volta per questo), preferendo un approccio molto più sottile e psicologico. Intendiamoci, di teste spaccate ce ne sono, ma l'attenzione non è mai concentrata sulle "vittime materiali" delle violenze in atto bensì sulle vittime di perpetuati soprusi trasformatesi inevitabilmente negli attuali assassini. Ancora una volta, Tsutsui vuole tirare in ballo il sociale e la società (non solo quella giapponese ma la capitalistica occidentale in generale) per parlare dell'annullamento dei diritti umani di fronte ai poteri dell'economia, della differenza tra ciò che è giusto e ciò che è bene e, in particolar modo, si concentra sull'universo internet e sulle abominevoli realtà nate dai social network.
Paperboy, il tipo col giornale in testa, posta video su Youtube annunciando preventivamente la morte di un individuo, spesso un colpevole impunito di un qualche crimine. La polizia inizia a interessarsi al caso quando nota che le vittime designate iniziano realmente a morire, quindi, non sta avendo a che fare col solito mitomane: Paperboy è uno che fa sul serio. Ma chi è? Perché lo fa? Il popolo di internet è con lui o contro di lui? Da qui, non solo la presenza massiccia di portatili, smartphone e siti che tutti noi abbiamo tra i preferiti, ma anche l'uso del gergo telematico fatto di parole quali spam, flame, ban e tante altre. Ma non preoccupatevi: se siete uno dei pochi dinosauri rimasti sulla Terra tutt'oggi incapaci di comprendere questo per-nulla-intricato linguaggio, Tsutui è così buono da infilare, in maniera indiretta, le definizioni ai difficilisimi termini man mano che essi appaiono nel fumetto. Che uomo!

Purtroppo, il post non finisce qui. Voglio aggiungere una piccola nota sulla JPop che, ultimamente, sta lavorando benissimo regalando bellissime opere giapponesi a noi poveri sfigati dello stivale. A tal proposito, mi andava di segnalare due graditissimi annunci che la casa editrice ha fatto al Lucca Comics & Games 2013:

Old Boy, QUELL'Old Boy che ha fatto la fortuna del regista sudcoreano Park Chan-wook, ma che, in origine, era un manga giapponese scritto da Garon Tsuchiya e disegnato da Nobuaki Minegishi. Io vi consiglio di attendere con ansia e recuperare questo piuttosto che il remake di Spike Lee.



Lady Snowblood, altro personaggio reso famoso dal cinema grazie al film diretto da Toshiya Fujita e a quel tipaccio di Quentin Tarantino che l'omaggia infinite volte all'interno del suo cazzutissimo Kill Bill. Inutile dire che il fumetto, scritto da Kazuo Koike e illustrato da Kazuo Kamimura, che tanto ha influito sull'immaginario orientale e occidentale, vada assolutamente recuperato.



E dopo questa dose di pubblicità gratuita, vi lascio.
State tuonati!



MMS

Nessun commento:

Posta un commento