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18/05/13

[OpOp] L'uomo con i pugni di trash

Tamarro e trash non sono sempre sinonimi di scarsa qualità. I Metallica, ad esempio, suonavano trash metal. So che in realtà si tratta di thrash metal, ma mi andava solo di precisare il classico "l'apparenza inganna". Così come alcuni spot pubblicitari.




I più si sono fatti tradire dalla dicitura Quentin Tarantino presenta credendo d'incappare nel secondo film in un anno del maestro (sono film mica cheeseburger). I meno hanno creduto a un posto in produzione per il Signore del Pulp. Infine, il tutto si è rivelato essere solo un enorme segno di affetto nei confronti dell'amico (e, ora, anche collega) RZA concedendogli (gratuitamente?) un bel po' di pubblicità. Che uomo!

L'uomo con i pugni di ferro è un film che vede per la prima volta alla regia RZA, già leader del Wu-Tang Clan e autore delle colonne sonore di diversi lungometraggi, tra cui anche qualche opera del Quentin internazionale, nonché autore del soggetto del film in questione e co-sceneggiatore insieme a Eli Roth, altro membro della crew di Tarantino.

L'uomo con i pugni di ferro è proprio lui, RZA, che è un fabbro, che fabbrica armi, che uccidono tutti, buoni e cattivi. Questa cosa non piace a lui umile fabbro con l'obiettivo di guadagnare denaro a sufficienza per poter permettere a Lady Silk/Jamie Chung, la sua amata, di finirla con il lavoro di meretrice presso il bordello di Madame Blossom/Lucy Liu e poter fuggire insieme, andare a vivere in campagna e metter su famiglia . Purtroppo per loro, il villaggio in cui vivono diverrà presto teatro di numerose e feroci battaglie. Il nobile Gold Lion è tradito e ucciso da Silver Lion/Byron Mann, il quale gli succede alla reggenza del clan Lions iniziando una guerra con i Wolfs per, poi, rubare un'ingente quantità di oro dalle casse dell'Imperatore. Venendo a conoscenza della prematura morte di suo padre, X-Blade/Rick Yune interrompe il suo viaggio di nozze per tornare a casa e punire i colpevoli mentre un'altra spedizione punitiva, guidata dai temibile guerrieri Gemini, arriva direttamente dalla capitale. Insomma, Silver Lion riesce a far confluire su di sé alcuni tra i guerrieri più potenti della Cina ed è per questo che il suo consigliere Poison Dagger gli consiglia (ma va?) di ingaggiare il nerboruto mercenario Brass Body/Batista (sì, il wrestler) giusto per avere una freccia in più al suo arco. E nell'attesa dell'inevitabile tempesta, un misterioso bianco che risponde al nome di Jack Knife/Russel Crowe si presenta squarciando in due parti un obeso criminale.

La trama così come gli intrecci non sono di certo originali, ma il mix di folklori dona loro quel tocco in più: ambientazioni e personaggi (la maggior parte) di stampo asiatico si mescolano in una storia che ricorda molto le guerre tra le gang afroamericane dell'Harlem. Ma la sceneggiatura non è il punto di forza di questo film (d'altronde, Eli Roth ha scritto Hostel) così come non lo è la recitazione: basti pensare che Batista fa la figura di Marlon Brando se paragonato a RZA, il quale è inespressivo al punto da rendere non-tragica l'unica scena vagamente drammatica del film. Il cavallo di battaglia di questa pellicola è la regia. Sul serio. Una regia non perfetta, ma certamente di ottimo livello che deve molto a Tarantino. Le scene di combattimento, per quanto trash siano, ci vengono confezionate con classe da una telecamera che raramente sbaglia con  l'alternanza di ottimi stuntman a enormi quantità di effetti speciali. Molte chicche tecniche fanno capolino sul finale del film dove il regista si sbizzarrisce tra riprese dall'alto e split screen. La tamarraggine, a volte, sfocia in un leggero splatter, anche se l'aspetto gore è il meno curato. A rendere ancora più cafone il tutto è la stupenda colonna sonora rap schiaffata su questi panorami cinesi provocando l'effetto fuori contesto, ma che ti gasa al pari della cavalcata di Django & co. sulle note di 100 Black Coffins.

Cosa dovrete aspettarvi da questo film? Nessun messaggio, nessun capolavoro, nessuna maestria, nessuna citazione aulica. Questo è un film tamarro, trash, cafone e volgare ma di quelli fatti bene. Ciò che dovrete fare è starvene seduti sulla vostra poltrona e godervi 96 minuti di action movie con i controgazzi. La location, probabilmente, aiuta anche ad attutire l'effetto americanata e a distogliere l'attenzione dal già visto. Nessun Bruce Willis che spara e fa esplodere mondi mentre cammina in maniera flemmatica vomitando aforismi più finti della laurea di Oscar Giannino. Ci sarà sangue, ci sarà violenza, ci doveva essere anche amore ma per quello RZA avrebbe dovuto dare un cazzotto alla megalomania tipica degli afroamericani, farsi da parte e ingaggiare un buon attore come protagonista visto che i soldi li ha. Ma l'amore non c'è e non ci dispiace affatto. Ci sono i cazzotti di ferro, i cazzotti di trash. E c'è anche un momento alla Dragon Ball.

Prossimamente su questi schermi: un fumetto trash scritto da amanti del trash. Che trashata!
State tuonati!



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