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03/05/13

[NuffSaid] Organizzazione, organizzazione

Non sono un organizzatore di eventi (il mio diciottesimo compleanno sono riuscito a organizzarlo solo grazie all'aiuto dei miei genitori) ma sono sicuro che non sia stato fatto un buon lavoro lì in quei giorni. Non sono un esperto di statistiche e numeri in generale, ma sono piuttosto certo che quelli di quest'anno doppiavano i loro predecessori. Non sono neanche un architetto, ma che qualcosa non quadrasse in quel posto l'avevo notato.

Mi riferisco all'ormai andato Napoli COMICON 2013 e a tutto quel che è stato. Anzi, non tutto, solo il peggio. Ne son passati di giorni, ma due parole sulla mattanza volevo scriverle. La mattanza.
Come già detto in un precedente post, io ero provvisto di un accredito stampa. L'accredito, quest'anno, aveva un codice QR che andava letto come i pacchi di cereali alla cassa del Carrefour. Tutto ciò che dovevo fare, quindi, era avviarmi all'entrata accrediti, mostrare il codice, farlo sparare, entrare. Tempo stimato: 35 secondi. Tempo d'attesa: pressoché nullo siccome gli accrediti (in proporzione) sono pochi. Invece, credo di averci impiegato 45 minuti. Non posso esserne totalmente sicuro perché quando ti immergi nella folla perdi la cognizione del tempo e dello spazio. Perché tutta quella folla davanti all'ingresso accrediti? No, non erano tutti giornalisti, ma, più semplicemente, si trattava del famoso gregge allo sbando.
Pochi Cartelli appesi ai cancelli della mostra segnalavano BIGLIETTERIA, INGRESSO ACCREDITI, ENTRATA e ACCREDITI. Qualche transenna posizionata casualmente indicava la fila per le biglietterie, ma le prevendite online? Quest'anno non dobbiamo convertirli? Entriamo direttamente? Ma dove? Panico e delirio ai cancelli. Orchi in calore che si ammassano per fare incetta di carne umana o, quanto meno, cercano di capire da dove entrare per l'abbuffata occupando così tutte le entrate possibili, anche quella per gli accrediti. Ecco i miei 45 minuti. E le biglietterie? Le biglietterie, com'è consuetudine, non avevano i biglietti. Sprovviste di stampante, mandavano un topolino antropomorfo per rifocillarsi di ticket, ma lui, poverino, con quelle manine, non poteva portare più di una decina di biglietti alla volta. E gli orchi attendevano impazienti e sudanti. Soprattutto sudanti. Poi, non si sa come né perché, le transenne svaniscono e la fila non esiste più: da questo momento in poi vige la legge del più forte. Avete presente il Gods of Metal? Ottimo. Ovviamente, lo staff del COMICON si è accorto immediatamente dell'improponibile bolgia che si era venuta a creare e ha mandato un rappresentante munito di megafono ad annunciare l'apertura di un ulteriore ingresso a Viale Kennedy, a pochi metri di distanza dalla Mostra d'Oltremare. Scusate, ho sbagliato. Non è uscito nessun rappresentante in megafono, hanno scritto uno stato su Facebook. Infatti, io, mentre vengo schiacciato dai cosplayer dei Power Rangers nel tentativo di palpare le tette alla cosplayer di Lara Croft, controllo la pagina di Facebook del COMICON senza dimenticarmi di spintonare i miei vicini per cercare di sfiancarli fisicamente, superarli e arrivare per primo alla biglietteria. Ovvio così come è ovvio che i braccialetti per l'abbonamento finiscano già il secondo giorno. Perché di certo non si aspettavano così tante persone iniziando l'evento in un giorno di festa nazionale. Inoltre, i braccialetti di plastica costano e non si poteva rischiare una spesa troppo grossa.

Dopo circa 3000 battute siamo entrati. Ora? Il COMICON non ama indirizzare i suoi utenti, i visitatori del COMICON devono essere curiosi e intelligenti e trovare da soli le attrattive dell'evento. Il Salone è strutturato in modo da evitare le mostre (installate in una maniera orrenda) e le sale incontri. L'Auditorium te lo devi cercare tu e gli annunci vocali e scritti sono proibiti. Per non parlare del fatto che tra gli ospiti del Salone internazionale del fumetto non potevano mancare i comici di Made in Sud da sempre vicini alla nona arte. Figurati che hanno anche fatto venire a piovere la sera del concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Ma loro hanno suonato unplugged al chiuso per i pochi rimasti. Tiè!

Insomma, io mi sono divertito, ho fatto belle conoscenze, buoni acquisti, ottimi litigi, ma ho avuto l'impressione che il motto dell'organizzazione fosse "Hai pagato e sei entrato? Mo' so cazz' re tuoj!", il che non è molto gratificante. Io non dico che sia errato che si paghino l'Audi con quest'evento, anzi, sarei felice di acquistarla anch'io, ciò che mi fa rodere è la mancanza di cura dei dettagli. Che dettagli non sono, ma mi va di giustificarli dicendo che io sono troppo pignolo. Il COMICON non è un concerto, un mattatoio o un bordello, è un Salone e come tale dovrebbe essere trattato. Spazi organizzati in modo adeguato, indicazioni, mostre degne di questo nome, non dover essere obbligati a picchiare altri esseri umani per entrare. L'unica mia perplessità risiede nel fatto che proseguendo con la politica di quest'anno, trai visitatori non ci saranno altro che quindicenni vestiti da Rufy e del fumetto a nessuno interesserà più nulla. E neanche del cinema d'animazione e contemporaneo. Spero che quello di quest'anno sia stato solo un abbaglio e che potrò godermi al meglio l'edizione 2014.

Dopo quest'inutile digressione, sono pronto a dedicare qualche post agli acquisti della fiera che sono stati essenzialmente fumetti indie (sia polentoni che terroni) e qualche offertissima su roba americana. Inoltre, torneranno a trovarci dei vecchi amici.
Stay tuned (che mi piace tradurre "State tuonati" perché suona simpatico nella mia testolina).



MMS 

2 commenti:

  1. Guarda per motivi di studi mi sto occupando di organizzazione ed è una tragedia anche in un campo diverso da questo. Purtroppo ci si trova davanti sempre a "AH MA C'E COSI TANTA GENTE?".

    Roba assurda. Assurda. Come sappiamo disincentivare noi (in quanto Italia) il pubblico, la gente, i possibili fruitori, mai nessuno al mondo.

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    1. E non ho citato il Servizio d'Ordine pressoché inesistente. A occhio, 1 su 10000.

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