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20/04/13

[OpOp] Ci sono un americano, un inglese e un francese...


Questo è il primo post che ha come argomento le serie tv ma non è la prima volta che pubblico un pezzo con enorme ritardo. Non che io abbia una scaletta, ma sono quasi fuori tempo massimo per parlare di queste serie. Ma tant'è...cercherò di essere breve ed efficace.





The Following

Che gran delusione.

Il pilot mi aveva convinto appieno. Nonostante la trama non si possa definire originale, la regia risultava convincente e capace di sopperire alla recitazione in stile commedia dell'arte a cui si stanno avvicinando sempre più gli attori americani, inoltre, non mancavano ottimi spunti narrativi: un assassino seriale letterario a capo di una setta formata da maniaci e psicopatici, ottime atmosfere thrillerose e, soprattutto, Edgar Allan Poe, il quale, però,  è una tra le prime certezze che viene a mancare ,infatti , se nel primo episodio lui e le sue opere sono sia la matrice che la chiave degli omicidi, con l'avanzare della storia la sua presenza si riduce a estemporanee citazioni fuori luogo che servono solamente a ricordarci la presenza di un culto che lo idolatra. Proprio il culto contribuisce alla distruzione di questo telefilm ricoprendo l'antico ruolo di deus ex machina: ogni volta che gli eroi sono vicini alla vittoria, si scopre che uno dei buoni in realtà è un cattivo, il quale, a volte, è anche capace di sgominare da solo un'intera squadra SWAT. Le forze dell'ordine sono la ciliegina sulla torta. Centinaia di poliziotti e agenti F.B.I. lobotomizzati. Sono in 50 a sorvegliare l'esterno della casa di una possibile vittima ma non c'è neanche un uomo all'interno dell'edificio per assicurarsi che un assassino obeso si arrampichi fin sul tetto per, poi, calarsi nella camera della sua preda con la stessa nonchalance con cui Juri Chechi andava su e giù con i suoi anellini.

Purtroppo, i difetti non si limitano a questi, ma la mia pazienza mi ha impedito di andare oltre la decima puntata di quindici. E hanno anche annunciato una seconda serie. Non c'è pietà per chi ha buon gusto...





Utopia

Ed eccoci alla serie britannica che, definire una goduria, è troppo poco.

Una sceneggiatura follemente perfetta al servizio di una regia psichedelica. Il giallo, potete intuirlo dal logo, è il colore portante della serie e, non a caso, si tratta del cosiddetto colore della pazzia. E di pazzo, in questa serie, c'è molto: assassini a metà tra i Drughi di Arancia Meccanica e il diabolico duo di Funny Games; nerd di tutte le età, taglie e sesso; cospirazioni su cospirazioni su cospirazioni; la fine del mondo, anzi, dell'umanità. Una pazza spy story diretta in maniera impeccabile da una regia che definirei minimalista la quale gioca con l'alternanza di enormi esterni vuoti e minuscoli interni spogli esaltati da fantastici giochi di luce. Ma non voglio ripetermi, dunque, vi invito a leggere questo breve pezzo che avevo già scritto su un altro sito per saperne un pochino di più.

I britannici non amano esagerare e hanno prodotto una prima serie composta da sei episodi di un'ora, ma non temete: la seconda serie è stata già annunciata.






Les Revenants

I francesi, si sa, oltre a mangiare rane ed evitare come la peste il bidet, sanno anche fare i film. Ma con mia grande sorpresa, li ho scoperti capaci di produrre anche ottime serie televisive. Corbezzoli!

Si potrebbe banalmente targare questa serie come ennesima storia sugli zombie, ma sarebbe un gravissimo errore paragonare i ritornati alla progenie di Romero e Kirkman. Anche qui, i protagonisti hanno il classico problemino dei morti che ritornano dalla tomba, ma, per loro fortuna, questi morti non sono decomposti e non hanno bisogno di cervelli umani da mangiare. I ritornati sembrano persone svegliatisi dopo una dormita durata anni, persone che sono semplicemente mancate di casa per molto tempo e che non hanno memoria di cosa gli sia successo. Il mondo, però, va avanti nonostante la morte, ognuno di noi deve continuare a vivere anche se si perde un fidanzato o una figlia o un fratello. Ed è su questo che punta la storia: cosa succederebbe se qualcuno che credevi morto da anni tornasse improvvisamente in vita? La regia non punta alla spettacolarità come le due precedenti, siamo dinanzi a un lavoro molto più sobrio, a un telefilm drammatico capace di farci emozionare ma anche di catturarci grazie alle numerose sottotrame che si andranno a sviluppare col proseguimento della storia. Infine, non mancano una spruzzatina di fanatismo religioso, bigottismo e tutti gli altri classici del provincialismo.

La prima serie si conclude, come si suol dire, sul più bello, ma è difficile credere che Canal+ voglia fermarsi a soli otto episodi. C'è troppa carne a cuocere...


Ci sarebbe molto da parlare anche di In the flesh, Orphan Black, Black Mirror e tanti altri telefilm. Spero che riesca a far capitare la cosa quanto prima. Intanto godetevi queste tre due bellissime serie.

P.S.: per le trame, c'è il nostro caro Wikipedia. Non voglio certo rubargli il lavoro.




MMS

2 commenti:

  1. Per le trame c'è Wiki ormai è diventato un vero e proprio motto. Riguardo Utopia, che dire. Fantastica. Les R. devo ancora recuperarla per bene mentre The Following l'hai presa nel verso sbagliato XD Ormai è diventata una comedy a tutti gli effetti. Cioè le grasse risate che fa fare The Following con le sue 3000 assurdità a puntata, mai nessuna *-* [Che delusione, dal pilot sembrava davvero una cosa ben fatta. No. Assolutamente no, il proseguo]

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    1. Ecco risolto l'arcano. Si tratta di una comedy, e io, invece, ci andavo a cercare il thriller, la suspense, il colpo di scena. Che idiota! Grazie per la dritta.

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