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12/03/13

Napoli è morta. Lunga vita all'Italia.



Nell'arco della stessa giornata, a Napoli, un palazzo storico di Napoli è crollato e Città della Scienza è bruciata. Se il secondo atto dovrebbe risultare di natura dolosa, non vedo perché non possa essere tale anche il primo. La negligenza, in questa città così come in questo paese, è volontaria. Intanto, De Magistris spera che il nuovo governo faccia qualcosa per la sua città. Lo spera proprio perché lui non sta facendo niente, ma sul Sindaco non voglio esprimermi perché c'è chi dice stia lavorando e anche in modo molto efficiente e che noi accusatori siamo le solite "male lengue". Allora, do uno sguardo alla situazione nazionale e vedo Onorevoli che accusano magistrati di agire per "vie illegali" mentre neonati sono lasciati morire sotto gli occhi di milioni di telespettatori. Mi viene da pensare che l'unico modo per cambiare realmente il paese sia una rivoluzione, ma non civile o a cinque stelle, una rivoluzione vecchio stampo con fiaccole e forconi con cittadini infuriati al punto da bruciare non oasi di cultura bensì roccaforti del potere corrotto. Subito dopo, mi rendo conto che questo non è altro che un sogno: il popolo italiano non è adatto a un certo tipo d'imprese, finché ci saranno le partite la domenica (e il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì) e il piatto a tavola vivremo tranquilli.

Non ti curar di loro, ma guarda e passa.

Continuerò a leggere fumetti e vedere film nel lasso di tempo che mi separa dalla fuga. E riprenderò ad aggiornare il blog fino al giorno in cui potrò dire "addio e grazie per tutto il pesce".

P.S.: mi manca scrivere quel che voglio in questo mio spazio.


MMS

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