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21/01/13

Qualche scatenata annotazione




Di pezzi sull'ultimo film di Quentin Tarantino ne troverete a migliaia navigando su internet in questi giorni. Questo non sarà uno dei tanti né uno al di sopra dei tanti né qualsiasi cosa vogliate pensare sui tanti. Quel che scriverò saranno delle annotazione sul film che io trovo rilevanti e degne d'attenzione. Ovviamente, se mi sbaglierò, sarò lieto di essere corretto e viceversa, anche se, in questo caso, non c'entra per un cazzo. Inutile dirlo ma meglio ribadirlo: se non avete visto il film, meglio che evitiate la lettura di quel che segue.



  • La stretta di mano di Schultz. Questa è una "sequenza tipo" di Tarantino, una delle tante che lo ha reso famoso. Il momento in cui un personaggio, per un capriccio o ingrippo, scatenerà quella che sarà la sparatoria con maggior presenza di sangue e bossoli di tutto il film. In quest'ultima opera, però, quello di Schultz non è un semplice capriccio quanto un qualcosa di molto di più profondo, tra il ribrezzo e il disgusto sfiorando l'odio, che si tramuterà nell'ennesima vendetta. L'uccisione di Candie in quanto schiavista e sfruttatore di "mandingo" nasce dall'irrefrenabile desiderio di dar giustizia, seppure nella morte, ai neri massacrati dal proprietario di Candieland. Tarantino, però, vuole arrivarci gradualmente a questa condanna a morte. Infatti, il finto dentista, nella prima parte del film, sembra essere il personaggio quanto più lontano dai sentimentalismi e affini. Tutto inizia a cambiare dal primo incontro con Di Caprio durante la lotta dei mandingo nella scena con Franco Nero. Lì inizia una sorta di "inversione dei ruoli" tra Django e Schultz: il primo da buono e impaurito diventerà freddo e temerario, il secondo subirà la sorte opposta. Ma, mentre per il pistolero nero il passaggio è abbastanza chiaro, per il germanico cacciatore di taglie la cosa non riesce mai fino in fondo. Dicevamo lotta dei mandingo. Uno dei due ha la meglio sull'altro e, dopo avergli spezzato un braccio, gli cava gli occhi e spacca la testa con un martello sotto ordine di Candie. In entrambi i casi, non solo non vediamo l'atto in sé, ma la faccia terrorizzata di King Schultz ci viene offerta in un secondo piano sfocato dietro a un molto più attraente Candie in veste di fomentatore. Attenzione, non dico che per mostrare la violenza bisogna sempre metterla in primo piano, ma azione e reazione (occhi cavati e Waltz terrorizzato) dovevano essere più enfatizzati per farci recepire questo primo messaggio che, inoltre, risulta ancor più debole quando appare la seconda volta. I nostri sono ormai prossimi a Candieland ma si fermano in strada perché uno schiavo è appena fuggito dalla magione. Sappiamo tutti (spero) cosa succede, quindi, andrò al dunque: qui, la violenza dei cani che sbranano il nero ci viene mostrata molto chiaramente, ma, ancora una volta, non veniamo a conoscenza della reazione del tedesco se non attraverso due rapide battute tra Di Caprio e Foxx. A questo punto, la scena della stretta di mano è solo un tentativo in calcio d'angolo per recuperare in pochi minuti quello che voleva/doveva essere costruito in un modo molto più articolato. E neanche il suo rifiuto nell'ascoltare Beethoven suonato da degli esseri indegni della sua arte ci salverà dalla difficile comprensione di quella scena. Per una volta che l'ingrippo tarantiniano era più complesso del solito, mi spiace dirlo, ma, il nostro regista non ha saputo essere all'altezza di sé stesso.


  • La resa di Django. La fantastica sparatoria nella hall di Villa Candie si conclude quando Django svuota i tamburi tutte le pistole a sua disposizione e sua moglie viene presa in ostaggio da Stephen e i "suoi uomini". La situazione è abbastanza complicata. Il nostro eroe è disarmato, ma ben nascosto, però, la Washington è tenuta ancora una volta in ostaggio. Il capo della servitù propone un patto al pistolero nero, ma sappiamo bene, già a quel punto del film, quanto possa essere infimo e crudele quell'uomo. Django, a quel punto, non può più tirarsi indietro ed esce allo scoperto cedendo al richiamo dell'amore, che è anche il motore della sua vendetta e di tutto il film. Ormai, siamo sicuri: appena uscito dallo stanzino verrà crivellato di colpi al punto da essere irriconoscibile dopo la morte. Invece, no. Django sopravvive e Stephen, mantenendo la sua parola, non fa del male a lui e a sua moglie. Personalmente, ho già trovato questa svolta un po' troppo buonista. Attenzione (e due), non dico che il film sia troppo buono o che Tarantino sia troppo buono o altro, dico semplicemente che, sì, il film doveva finire con l'eroe vincitore e tutto il resto, ma questa scena mi puzza troppo di sbagliato. Ma andiamo avanti. Quentin Sempre sia lodato Tarantino decide di far scampare la scena del mi hanno reso un emmenthal a quel figo di Foxx. D'accordo, ma dopo? Dopo mi aspetterei le peggiori atrocità del mondo, mi aspetterei che questi rozzi criminali del sud degli Stati Uniti gli scaricassero addosso tutte le loro frustrazioni che covano da dentro fin dalla prima comunione. Invece, danno ascolto a quel nero di Jackson optando per una pena molto più nobile e Novecentesca del dovuto, quasi decontestualizzata da tutto il resto del film. A me, non è quadrato. Che, poi, tutto quello che n'è scaturito è stato una goduria, non c'è dubbio, ma si è trattata di una goduria forzata.


  • Sex & violence. Non dico che, se non c'è del sesso in un film, esso non sia un buon film, ma quando ci vuole ci vuole. Django è stato mandato a morire (secondo loro), Candie è stato sotterrato e Broomhilda che fine fa? Viene portata in una tuttora anonima e incustodita casupola da due uomini che la lasciano sola lì dentro senza neanche chiudere la porta con un lucchetto. Ma dico: siete o non siete delle bestie? Perché non la violentate visto che sarà la sua fine sarà quella di soddisfare sessualmente i mandingo combattenti? Perché tanta clemenza inopportuna per una donna che è stata la morte di tanti vostri amici? E la casa da dove spunta fuori? Neanche un lucchetto o un idiota a guardia? Non vado al cinema per farmi le seghe, ma se mi dipingi i personaggi in una certa maniera, voglio che siano credibili fino in fondo al pari della storia.

  • Strani colpi di scena. So che lo erano già i due precedenti, ma, questa volta, mi riferisco ad un colpo materiale: quello che colpisce Lara Lee, la sorella di Candie, sul finale del film. Dopo aver ucciso tutti gli uomini del re di Leonardo, a Jamie non rimane che far fuori la sorella del boss e il suo fido servo. Siccome la vendetta va goduta lentamente pezzo per pezzo su un piatto d'argento e preferibilmente fredda, meglio far fuori la donna di casa e prendersi tutto il tempo che si vuole per uccidere Stephen lo stronzo. Ma quando Django spara Lara vengono immediatamente infrante tutte le regole della fisica e del credibile. Non che le altre sparatorie del film o del cinema in generale siano vere e strettamente legate alle leggi della natura, ma quello sparo è tremendamente goffo e sbagliato! Lei vola evidentemente tirata indietro da dei cavi o simili in una direzione che, oltretutto, non era quella della pallottola della pistola incriminata. L'unica nota positiva è che sulla sceneggiatura originale quella scena era diversa e a me piace pensare che Quentin l'abbia dovuta modificare per cause di forza maggiore. Sì, sarà stato sicuramente questo.


Ora, siete liberi di non credermi dopo tutto quel che ho scritto, ma a me il film è piaciuto e lo ritengo anche un ottimo film. Inferiore a Inglourious Basterds e, ovviamente, ai suoi capolavori, ma pur sempre l'opera di un grande maestro del cinema. Non ho scritto questo post per essere la voce fuori dal coro, ma per dar sfogo a delle piccolezze che per nulla mi sarei aspettato da uno dei miei idoli. Tutti crescono e tutti sbagliano, inutile illuderci, l'importante è farlo sempre con classe. Oltretutto, queste sbavature avvengono tutto sul finale del finale quando sono tutti stanchi e spossati per le riprese, giusto? Non dico che il finale sia sbagliato, ma di certo non ci è arrivato nel migliori dei modi. Se, invece, a sbagliare sono io, tanto meglio: correggetemi.

Tornando al mio idolo, forse, tra gli Oscar dovrebbero inserire anche quello per la Miglior Sequenza perché è proprio nelle singole scene che Tarantino dà il meglio di sé. Memorabile, in questo film, tutta la sequenza con Don Johnson che si conclude con quel superbo discorso sui buchi nei cappucci  o, ancora, la scena nello studio privato in casa Candie quando avviene il ribaltamento dei ruoli tra servo e padrone, per non parlare della sequenza del viaggio verso Candieland nel momento in cui, durante una panoramica a lato dei personaggi, parte il pezzo rap di Rick Ross senza dimenticarci del monologo di Di Caprio con l'amletico teschio. Potrei ancora andare avanti, ma sarebbe superfluo perché le migliori scene le conoscete già anche voi e il mondo intero.
Come al solito, ad essere scatenato è Tarantino stesso.
Lunga vita al re del pulp!


Cita anche nelle foto!


MMS

14 commenti:

  1. "Non vado al cinema per farmi le seghe" = http://www.vanityfair.it/people/mondo/13/01/17/anna-kendrick-tweet-su-ryan-gosling-gangster-squad-masturbarsi-al-cinema-virale Vi conosco io a voi vipsss :P

    [Su Tarantino mi astengo dal commentare che non sono all'altezza, comunque alcune scene anche secondo me sarebbero potute essere perfette con qualche accorgimento in più, proprio per trovare il pelino nell'uovo].

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    1. Io non me le faccio perché, se scrivo un tweet, nessuno lo ritweetta. :P

      Comunque, non si tratta di avere le competenze per commentare Tarantino. Le mie sono delle semplici opinioni nate dal mio "sentire l'opera". Gli accenni dal punto di vista tecnico sono minimi proprio perché non ho le dovute competenze, ma, se avessi quelle, sarei pubblicato su SegnoCinema ogni due mesi. Non mi metterei di certo a scrivere post in un blog così. :P

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  2. Come ti ho detto a tel, sembra che il film non ti sia piaciuto perché metti in risalto i difetti più dei pregi. Ovviamente, sappiamo che non è così. Hai fatto bene a scrivere un post con quelle che reputi forzature... di recensioni con elogi ne abbiamo fin troppe ;)

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    1. Esatto. Ormai, tutti tessono elogi a Tarantino evitando di contraddire l'opinione generale per paura di essere lapidati. O, forse, no. Fatto sta che un idolo è tale anche se lo critichi e sarebbe stupido tenersi certe considerazioni per sé stessi facendo finta di "sorvolare la questione".

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  3. Insomma un must see!E pollice in su per "i mandingo combattenti"!

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    1. Non l'hai ancora visto? Corri al cinema!!!

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  4. concordo: BASTARDI SENZA GLORIA era un capolavoro, questo resta un gradino sotto
    concordo anche sulla scena degli Incappucciati che litigano perché i buchi sono fatti male: è uno spasso! appena avrò il dvd sarà la scena che vedrò più volentieri
    ci sono molte assurdità nella trama, ma pazienza! (tutta la storia del cinema è piena di incongruenze)
    CONCLUDO dicendo che TARANTINO sta a Waltz come LEONE sta a Eastwood (un attore semisconosciuto fiondato verso l'alto dei cieli: forse ci scappa un secondo Oscar)

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    1. BSG è stata la vera svolta di Tarantino, che, ora, cerca di portare avanti un certo discorso di ripresa storica e la cosa gli riesce molto bene.
      Il discorso degli incappucciati è uno dei classici topos tarantiniani che lo hanno reso famoso. Questo, in particolare, è tra i più esilaranti.
      Le assurdità ci sono sempre nel mondo del cinema, ma mi sembrava giusto renderle note al pari della grandezza dell'opera in toto.
      Sì, concordo con l'ultimo paragone aggiungendo che, fortunatamente per loro e per noi, Sergio e Clint erano più giovani delle loro "attuali" controparti. Spero ugualmente che questo binomio possa durare ancora per molto.

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  5. In effetti la scena dell'uccisione di Lara era forse la più inverosimile di tutto il film, che comunque ho apprezzato alla grande!
    E ho trovato l'interpretazione di Waltz strepitosa. Spero che possa bissare l'accoppiata golden globe/oscar come ai tempi dei Basterds!

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    1. Invece, tra le inverosimili, è quella che ho mandato giù meno perché troppo irreale. Eheh!
      Non ho visto gli altri candidati all'opera, ma, se mi dovesse basare sui nomi e sulla sola interpretazione di Waltz, credo che il secondo Oscar ci sia tutto.

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  6. Ottime scatenate annotazioni. E' bello vedere che c'è chi mantiene alta l'attenzione per tutta la durata di un film, che sembra un po' una cazzata, ma invece...

    Sì,Inglorious Basterds ha molti punti in comune con questo Django Unchained, che comunque è inferiore sotto parecchi aspetti.
    Film da vedere e rivedere, comunque. Ma chi si sarebbe mai aspettato il contrario?

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    1. Il contrario in che senso? :P
      Comunque, lo rivedrò sicuramente la settimana prossima in lingua originale perché è doveroso ascoltare l'interpretazione di questi attori senza il filtro della traduzione e del doppiaggio. Soprattutto se parliamo di Di Caprio e Waltz! Ma non ho dubbi che, anche dopo questa seconda visione, sarà sempre IB a vincere. ;)

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  7. La mia impressione è che, per quanto riguarda l'avvio della sparatoria finale, Q abbia voluto parlare direttamente, come fece con Brad Pitt alla fine di IB ("Credo che questo sia il mio capolavoro"). Come se si fosse tenuto a freno per due ore e venti, alla fine ce lo dice chiaro e tondo attraverso Waltz: "Non ho saputo resistere".
    Una firma deliziosa :)

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    1. In effetti, non avevo pensato a questa possibilità, ma adesso, pur riflettendoci su, non è che io sia convinto più di tanto. Non ha saputo resistere alla tentazione di uccidere Candie (cosa possibile) o a quella di fare una sparatoria pulp (cosa improbabile visto che il primo western di Tarantino senza una storia sarebbe stato come...hai capito cosa intendo)?

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