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30/11/12

Se vi trovate a passare in edicola...


...potrete trovare qualcosa d'interessante. No, non è il nuovo calendario Max 2013, credo che quello ancora debba uscire. Mi riferivo a dei fumetti.


Il n°315 dell'Indagatore dell'incubo di Craven Road ci presenta per la prima volta uno Stano autore completo nelle vesti di, appunto, soggettista, sceneggiatore, disegnatore e copertinista. Purtroppo, quest'albo è la dimostrazione che quando uno vuole fare non sempre può fare. La storia è dotata di un corpus centrale buono e incalzante ma che viene eclissato da un inizio fiacco e una conclusione deludente. Non c'è una vera fine o uno di quegli spiegoni sclaviani che lasciano a bocca aperta anche i lettori veterani. Tutto sembra concludersi frettolosamente solo perché le pagine a disposizione sono finite. Molte cose sono lasciate in sospeso la trama stessa si colloca in un odio limbo che ti lascia una forte pulsione omicida nei confronti del supervisore dell'albo. Superfluo parlare dei disegni.
Le due note positive sono un discreto uso di Groucho, che alterna battute ignobili a freddure inglesi d.o.c., e un accenno di splatter, elemento ormai quasi del tutto assente nelle produzione recenti nonostante fosse, spesso, il collante tra il mistero e l'horror presente in ogni avventura dell'Old Boy.
Agli amanti del buon vecchio DyD dico: statene alla larga!



Anche la nuova miniserie in tre parti dell'Editoriale Aurea ci offre un autore completo: Giacomo Bevilacqua, già creatore di A Panda piace..., ormai diventato un brand. L'autore supera in maniera ottimale la sua prova personale passando dalle strisce comiche che l'hanno reso fortunato all'imbastitura di una storia in tre parti di stampo giallo/fantastico senza subire contraccolpi. Gli ottimi disegni risaltano molto di più rispetto alle brevi e minimali strisce del panda e ben caratterizzano i personaggi umani tanto quanto quelli mostruosi. Più che mostri, creature fantastiche e mitologiche albergano nella mente di Luna, la protagonista, e interagiscono con le ogni qualvolta ella s'addormenta. I mostri, quelli veri, si trovano al di fuori, nel mondo reale, e uno di loro, un serial killer particolarmente legato alla mitologia greca conosce molte cose della nostra protagonista compreso l'onirico segreto. Inutile dire che Luna si troverà invischiata in una caccia all'assassino con numerosi colpi di scena e momenti carichi di tensione già in questo primo numero! Peccato che i 10 centesimi in più rispetto ad un numero di DyD non siano giustificati né dal numero di pagine (inferiori rispetto ad un mensile Bonelli) né dalla qualità dell'edizione (a momenti, credevo mi si sbriciolasse tra le mani).
Breve nota: Bevilacqua aveva già avuto a che fare con un fumetto diverso da A Panda piace... e con protagonisti le gotiche creture della notte. Peccato che Homo Homini Lupus (disegni di Bevilacqua per la sceneggiatura di Giulio Gualtieri della Villain Comicsnon se lo sia cagato nessuno non abbia riscosso alcun successo.


No, Paola Barbato non è un'autrice completa. L'incarnazione cartacea di quello che è nato come un manga shojo italiano gratuito online (qui il sito) ci offre una sceneggiatura molto più curata, dettagliata e matura e dei sublimi disegni dal tratto realistico di artisti professionisti con i controcazzi. Davvero un bel cambiamento! Quello che online sembrava essere una storiella tirata giù al momento per far fare tanti bei gridolini a delle bimbette in calore, ora, ha preso la forma di un ottimo fumetto di formazione capace di avvicinare anche un target di utenti meno giovani (giusto per essere eleganti, dite che prima non lo sono stato?).
Martina Ferrari è una ragazza (bimba, per la madre) di 19 anni eccessivamente viziata, senza sogni, senza aspirazioni né una vita sociale attiva, capace di fare shopping e null'altro. Il padre, esasperato, tenta un bluff con ultimatum: o si da una regolata o la caccerà di casa dandole giusto un 20000 euro per sopravvivere da sola. Inaspettatamente, Martina prende i soldi e va via lasciando non solo casa sua ma la sua città, Brescia, per trasferirsi in quella che ci viene presentata quasi come la Grande Mela e che, però, in realtà, non è nient'altro se non Milano. Qui, nella città della seconda squadra di calcio più odiata d'Italia, Martina inizierà una nuova vita, anzi, inizierà una vera vita nonostante le numerose difficoltà dovute alla sua inettitudine.
Ah, i magnifici disegni sono di Walter Trono mentre la bellissima copertina è di Andrea Meloni.


In chiusura, ricordo che, sempre per l'Editoriale Aurea, sabato scorso, è uscito il primo numero di un nuovo settimanale di satira: il Ruvido. Sconsigliato vivamente. Se volete leggere satira politica e non, meglio andare su un più classico (il nuovo) MALE con uno dei miei vignettisti preferiti che risponde al nome di Giuseppe Del Buono.

Buona passeggiata in edicola.


MMS

25/11/12

Troppa nebbia all'orizzonte.


Pino Rinaldi è stato uno dei primi fumettisti italiani ad emigrare negli States. Uno dei primi il cui tratto non calzava a dovere con le politiche editoriali della perennemente vecchia Italia. Uno dei pionieri, uno dei primi a tracciare la strada che oggi percorrono decine di artisti italiani.

Anni or sono, Pino Rinaldi pubblicò, sulle pagine di Lancio Story, l'inizio di quella che doveva essere una serie regolare: Agenzia-X. Sorvolando sulle accuse nate dal pregiudizio che è intrinseco nel lettore ogni qualvolta trova una "x" nel titolo di un fumetto, possiamo tranquillamente affermare che questa è una serie sci-fi molto buona, O, meglio,  questo è ciò che sarebbe potuto essere se non fosse stata interrotta sul nascere. Infatti, quello che ci propone la Free Books nell'ormai onnipresente formato bonellide, il quale, anche in questo caso, riduce le tavole originali con orribili risultati, è una sorta di one-shot. Quasi un prologo, anzi, un incipit di una serie dall'alto potenziale. Certo, assistiamo a sbavature e imperfezioni soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura, ma sono problemi facilmente ovviabili con l'aiuto di un altro autore. Sceneggiatura che dovrebbe anche essere svecchiatta non tanto per le tematiche quanto per lo stile narrativo. L'edizione, nonostante la riduzione, è buona e con rilegatura e copertina virtualmente indistruttibili.

La storia? Ci è narrata tramite il novellino dell'Agenzia-X, ma è troppo breve per essere giudicata appieno, breve al punto da non riuscire a presentarci neanche tutti i personaggi presenti in copertina, ma s'intuisce chiaramente l'originario intento di scrivere molto più di un one-shot su questa squadra composta da membri piuttosto instabili. Ogni personaggio ha una sua caratterizzazione molto forte anche se non propriamente realistica, un mix di menti eccentriche che possono dar vita ad interessanti avventure.

Riusciremo a leggere un seguito? Io la vedo nera, ma voglio ugualmente incrociare le dita. Di sicuro, quello che non vedremo mai in edicola è un fumetto italiano in un formato non bonellide. Nuff said.


MMS

24/11/12

Non siamo altro che bestie.



Al diavolo Resident Evil 6, Assassin's Creed III e tutti i blockbuster privi di qualità, equivalenti videoludici di Avatar. Tokyo Jungle è, invece, uno di quei videogame che va seriamente giocato (non mangiato) e per il quale vale la pena spendere dei soldi.. Basso budget ma tantissima voglia di fare, di creare.

La storia di TJ è relativamente semplice: un evento a noi ignoto fa sparire gli esseri umani dalla faccia della Terra. Senza più l'homo sapiens sapiens a farla da padrone, gli animali si riversano nelle città dominate nuovamente dall'evoluzionismo darwiniano. La legge della giungla è l'unico comandamento in una Tokyo dove volpini e gatti si contendono il territorio mentre dei polli cercano di sfuggire dalle grinfie di un branco di iene a loro volta attaccate da delle leonesse affamate. E a comandare questi animali saremo noi. Capito? Possiamo giocare comandando un volpino! Quel minuscolo incrocio tra un ratto ed un barboncino potrà arrivare a sbranare una mucca grazie ai nostri comandi. Ma non facciamoci prendere troppo dall'euforia (so benissimo che anche voi volete comandare un volpino) e capiamo meglio di che videogioco si tratta.

TJ è essenzialmente un videogame d'azione con due modalità di gioco: sopravvivenza e storia. All'inizio, la prima e unica giocabile sarà sopravvivenza dove potremmo scegliere se giocare come volpino o come cervo sika rispettivamente carnivoro ed erbivoro. No, non ve lo dico per farvi una lezione di biologia ma perché saranno le due classi in cui si divideranno gli animali giocabili del gioco. Classi che porteranno differenze non tanto nel gameplay quanto negli "obbiettivi" e nello stile di gioco. Ma non abbiate paura: un breve e preciso tutorial v'introdurrà alle basi del gioco prima ancora di poter dire "porcocazzounatigredimmerda"! Frase che, posso assicurarvelo, andando avanti col gioco, sarà tra le più gettonate.
Beccatevi due foto delle prime bestioline giocabili.



Bellini, vero? Tornando a noi, parlavamo della modalità sopravvivenza che inizierà subito dopo il tutorial. Il nome rende benissimo ciò che dovremo fare: sopravvivere. In che modo? Cacciando il nostro pasto, marcando il territorio, eliminando gli intrusi e procreando a più non posso. In effetti, il tutto sembra abbastanza semplice, ma non lo sarà affatto. Non siamo di fronte al nuovo The Sims Jungle. Tokio è una dannata giungla e nessuno vi cederà un solo centimetro senza lottare. Neanche i conigli! Fortunatamente, il gioco va incontro anche agli amanti dei volpini e degli altri animali di piccola taglia proponendoci degli obbiettivi da raggiungere entro un tempo limite per poter acquisire punti caratteristica e, quindi, potenziare il nostro animale. Punti che acquisiremo anche mangiando e invecchiando e che, dopo, trasmetteremo, anzi, lasceremo in eredità alle generazioni successive rendendo, così, la nostra razza sempre più forte. A patto di non morire prima. Il tempo scorrerà abbastanza velocemente provocando numerosi attacchi d'ansia e di panico per riuscire a compiere gli obbiettivi di gioco prima dell'anno stabilito. Inoltre, se sarà facile arrivare alla seconda generazione, non credete che arrivare alle successive non richiedere impegno. E fortuna. Man mano che si avanza con gli anni inizieranno ad apparire animali sempre più forti e di grossa taglia. A questo punto, scatterà la frase di cui sopra.

Questo, per quanto mi riguarda, potrebbe già bastare, ma i tipacci della Crispy's hanno deciso di darci di qualcosa in più.
Durante la modalità sopravvivenza avremo la possibilità di trovare degli archivi, documenti di diversa natura che risalgono a (non si sa quanto) prima della scomparsa dell'uomo e che ci permetteranno di scoprire cos'è realmente successo all'homo sapiens sapiens. Ogni volta che collezioneremo un determinato numero di archivi, sbloccheremo un capitolo della storia che vedrà protagonisti vari animali, più o meno caratterizzati, e il loro ingresso in questa nuova società. I capitoli della storia saranno più semplici e guidati, ma ci intratterranno piacevolmente grazie alle "singolari" avventure che i carismatici protagonisti dovranno affrontare.

Se dobbiamo trovare delle pecche, possiamo farlo, ma non credo ce ne sia bisogno. La telecamera fissa è voluta per non facilitare troppo il gioco nelle modalità d'esplorazione e stealth ma è anche eccessivamente disturbante. Non si gioca più a camera fissa! Avrebbero fatto meglio a trovare una soluzione alternativa. Poi, potremmo parlare della grafica non esattamente il massimo e al pari con i tempi soprattutto per queste mega console della next gen. Ma, onestamente, quando mai la grafica ha fatto la qualità del prodotto? Partecipa al risultato finale, ma è trascurabile se ci sono lacune enormi soprattutto sul piano della giocabilità e della sceneggiatura. Molte case produttrici ancora devono capirlo.

Nel complesso, un ottimo gioco con cui spendere piacevoli ore di svago che potranno aiutarci a dimenticare certe brutture videoludiche prodotte ultimamente  (no, purtroppo il resto delle brutture del nostro Paese non possiamo dimenticarle perché ci vivono addosso e ci soffocano fino alla morte). Tredici euro alquanto onesti se non fosse per quegli altri quattro che ci toccherebbe spendere nel caso volessimo TUTTI gli animali giocabili, anche se, la maggior parte, sarà sbloccabile tramite la modalità sopravvivenza. Consiglio caldamente l'acquisto. Chi non si fida, può cercare qualche recensione sul tubo. Anzi, ve la linko io 'ché sono molto gentile.
Buona visione.




MMS

18/11/12

Morti, non-morti e troppo morti.


Da sempre, il buio ci terrorizza tanto quanto ci affascina. Dagli albori della storia ad oggi, dall'infanzia alla saggia (si spera) vecchiaia. Ma ciò che ci attrae maggiormente del buio, sono le creature che lo popolano. Creature realmente esistenti, creature inventate dal nostro immaginario collettivo, creature che sono lo specchio distorto (o forse no?) delle nostre paure, dei nostri vizi, dei nostri difetti. Creature dall'altissimo potenziale commerciale.

Oltre che nelle nostre fantasie e nei fitti boschi bui, i mostri sono stati una presenza costante nella nostra letteratura, prima, e nel cinema, fumetto e co. oggi. Di certo, quando John William Polidori, in quel lontano Luglio 1816, scrisse il racconto che avrebbe dato vita all'immagine letteraria del vampiro romantico, The Vampyre, non avrebbe mai potuto immaginare che ciò si sarebbe sviluppato fino a dar vita, tra l'altro, a cinque film prodotti unicamente per appropriarsi, in maniera legale, dei soldi di persone prive di qualsivoglia gusto e, soprattutto, di una morale: The Twilight Saga.

Dopo questa breve e, nonostante sia stata già mossa un numero esorbitante di volte, doverosa critica, passiamo all'argomento di questo post che, però, riguarderà un'altro mostro del nostro enorme parco dell'orrore: lo zombie.



Gli zombie, triste ma vero, non sono stai creati da Romero. Il noto regista americano ha creato l'idea di infestazione zombie globale, l'apocalisse di non morti, l'evento per cui, sulla Terra, all'improvviso, ci sono molti più tipi zoppicanti e assetati di cervello che gente abile nella corsa e divoratrice di serie tv. Il personaggio o la creatura zombie (dipende da quanto ci credete) nasce molto tempo prima nella tradizione voodoo delle popolazioni caraibiche e africane, anzi, volendo fare il fricchettone che si documenta in modo sommario e saltando molto indietro nel tempo, posso dirvi che il primo proto-zombie appare nell'Epopea di Gilgamesh. Ma, non avendo citato la Bibbia per i vampiri, non credo sia giusto parlare di Gilgamesh per gli zombie, quindi, diciamo che, come madre di questa creatura, possiamo identificare Mary Shelley con il suo classico Frankenstein. Ed ecco il secondo prodotto di Villa Diodati

Dopo questa arronzata premessa, credo sia il caso di tornare a oggi e a ciò di cui voglio scrivere.
Regia, prego, mandate il trailer.



Brad Pitt alle prese col suo primo zombie movie. Beh, che zombie! Il video non mostra troppo lasciando spazio alla fantasia, ma donandoci due certezze: 1) Il budget usato è tremendamente alto; 2) Questi zombie corrono e sono agili e velocissimi.
Il film è liberamente ispirato a World War Z, romanzo di Max Brooks da cui prende il titolo distanziandosi, però, immediatamente già dalla caratterizzazione degli zombie, veri protagonisti di questo genere di opere. I non-morti di Brooks si rifanno al canone "romeriano" e all'idea di "questa inesorabile cosa che viene verso di te e tu non riesci a capire come poterla fermare". Se volete un parere dal maestro sugli zombie che corrono, basta leggere questa sua breve intervista. A noi, non resta altro che aspettare di vedere il film, il quale, per ora, sembra essere nient'altro che un action movie con contorno di non-morti velocisti. Il tempo saprà sorprenderci? Chissà. Intanto, gli anni, hanno fatto rincretinire uno dei videogame horror più belli di sempre: Resident Evil.

Il sesto capitolo della serie è assolutamente abominevole. E non mi riferisco alla bruttezza dei mostri presenti nel gioco e neanche alla presenza di questi ormai famosi zombie che corrono e che zombie non lo sono neanche più. Questi corridori della morte non danno fastidio perché rompono i canoni (se proprio dobbiamo dirla tutta, 'sticazzi i canoni, l'importante è che l'opera sia bella) quanto più per il fatto che distruggono un gameplay già in declino dopo il 4° capitolo e i numerosi spin-off, ma che con quest'ultima uscita ha decretato la morte della storica saga.
Inutile piangere sul latte versato, l'unica cosa che si può fare è guardare il video che vi propongo o un'altro a vostra scelta e lanciare macumbe contro i tipi della Capcom sperando che un giorno si possa tornare a questo perché di third person shooter con accenni di rpg ce ne sono con la pala, ma i survival horror stanno sparendo. E se ad andarsene per primi sono i capostipite del genere, il futuro non può che essere apocalittico.



Dopo due blockbuster tutto muscoli e niente cervello, passiamo a qualche zombie migliore o quanto meno comico e lento.



Ho provato a frenare il mio entusiasmo dicendomi che potrebbe essere una boiata del tipo Twilight, ma questo video mi convince sempre del contrario. Anche'esso tratto da un romanzo da cui prende il titolo, tratta, però, di una storia d'amore del tipo Romeo & Juliet (ma anche del tipo Twilight) con una buona dose di comicità e una grande quantità di non-morti zoppicanti e affamati di carne umana. Purtroppo, del libro di Isaac Marion non conosco molto e, quindi, non si possono azzardare pronostici né paragoni, ma ho deciso di puntare ugualmente su questo cavallo. Almeno, qui, i mangiacervello non zompettano ovunque. E non brillano. Forse.

Questo parlare di zombie mi ha portato alla mente numerose opere a fumetti sul genere. Siccome è impossibile scrivere di tutte, ne citerò una sola a cui dedicherò poche righe.



iZombie, serie Vertigo, purtroppo chiusa, del mio amato Chris Roberson e del sublime Michael Allred. La serie narra le vicende di una giovane mangiacervelli, la quale combatte contro la sua natura di divoratrice insaziabile e senza senno di carne umana e che ha come migliori amici il fantasma di una ragazza degli anni '60 e un lupo cane mannaro. Credo che ciò basti.

Chiudo con una canzone che, negli ultimi giorni, ho sentito troppe volte. Una canzone che parla di morte e di non-morti. Di zombie. Zombie diversi da quelli che abbiamo visto finora. Zombie che si svegliano la mattina per andare a lavoro e guadagnare i soldi necessari per acquistare fiumi di Coca Cola e centinaia di Iphone. Zombie che sono morti da tempo, ma ancora non lo sanno. Il prodotto di una società che t'insegna come ci si volta dall'altra parte quando, dinanzi a te, c'è un bambino morto in strada. Quando la smetteremo di essere zombie e ci riprenderemo la vita che ci spetta?





MMS