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30/10/12

Sciacalli seriali.



Dividono la piazza. C'è chi li odia e chi li ama. Come sempre, a me importa poco di cosa pensano gli altri perché il blog è MIO, quindi, ve ne parlerò. Sono i The Jackal.
Forse già li conoscete, forse no, ma bisogna ugualmente presentarli e credo che nessuno possa farlo meglio di loro stessi. Per risparmiare tempo e fatica darvi un primo assaggio delle loro capacità soprannaturali, citerò la breve e precisa presentazione che potrete trovare sulla loro pagina facebook:
La The JackaL nasce nel 2005, a Napoli, come gruppo videomaking indipendente. 
In pratica, facciamo video.
Già da piccolissimi eravamo accomunati da una forte passione per il cinema e per tutto ciò che riguardasse in generale il mondo dell’audiovisivo. Oggi crediamo e lavoriamo per costruire una nuova dimensione di fiction che possa accomunare web e cinema, sociale e fantascientifico, critica e riflessione.
La The JackaL Srl si occupa a tempo pieno di films production, viral marketing on web, nonché della produzione di videoclip musicali, mettendo a disposizione un ottimo bagaglio tecnico nel campo della produzione, post-produzione, direzione artistica e scenografia, supportate da un’ altrettanto efficace organizzazione e da una profonda conoscenza delle dinamiche legate al nuovo mondo della rete.
In pratica, continuiamo a fare video.
Ma ci crediamo più
Et voilà! Avete visto che bravi? Fanno video, ma sanno anche scrivere. Ammetto di aver effettuato un paio di modifiche, ma si limitavano alla forma più che alla correttezza sintattico-grammaticale-blablabla. Avete anche notato quanto bei paroloni inglesi usano? Una pratica che odio quando, in casi come questi, non ci sarebbe alcun bisogno di usare la terminologia inglese. Anch'io dico e scrivo scotch o computer, ma produzione cinematografica non è un parolone complicato. D'accordo, abbiamo finito la prima inutile fase di analisi del testo. Passiamo al sodo.

In effetti, la loro passione e il loro lavoro è fare video, dunque, cosa c'importa di ciò che scrivono? Se, una volta diventati vecchi, saranno diventati delle star o, meglio ancora, dei maestri, potremmo acquistare qualsiasi cosa pubblicheranno, dal romanzo di formazione alle ricette perfette per le orecchiette con le uvette. Fino ad allora, conviene limitarci ai video.


Una prima perla che voglio segnalarvi è questo fantastico video musicale (non credo suoni male in italiano!) dei 99 Posse, gruppo raggamuffin napoletano che credo conosciate tutti, in coppia con Caparezza, rapper pugliese che credo conosciate tutti. Il titolo della canzone è "Tarantelle pe' campà". Se non sapete cosa significa, spero siate abbastanza intelligenti da dedurlo dal video.




Vi è piaciuto? Mi fa molto piacere!
Ah, mi state dicendo che siete anche dei fan di Caparezza?
Allora, non potete perdervi un altro gioiellino della produzione The Jackal: Lost in Google.
Volete sapere il perché? Semplice:
1) LiG è la prima web series (questo ho deciso che si può usare, ok?) prodotta, diretta, pubblicata e distribuita dai The Jackal;
2) I The Jackal sono bravi;
3) LiG non è bella perché ci sono ottimi attori, anzi, gli attori fanno le comparse in questa serie. No, LiG non è neanche neorealismo. LiG è molto ben fatta. Divertente, irriverente, simpatica;
4) LiG è una serie comica;
5) La comicità di LiG non è né fine né alla cinepanettone. Se siete vecchi o dei rompiballe in generale, non guardatela. Credo faccia ridere solo chi ha dai 16 ai 35 anni;
6) LiG non mira a nulla tranne che al successo, la fama, la ricchezza e il sesso. Sono dei ragazzi che hanno una passione e si divertono nel metterla in atto;
7) In LiG ci sono moltissimi ospiti tra cui il già citato Caparezza e Maccio Capatonda.

Se qualcuno di questi punti vi ha convinto, potete tranquillamente cliccare su questo link. Se, invece, non vi ho affatto persuaso, significa che posso chiudere questo blog.

MMS è dinanzi al suo portatile. Sguardo fisso sullo schermo. Nota che un video di cui ha parlato nel suo blog non ha nuove visualizzazioni da mesi. Apre la pagina di Blogger e inizia a piangere a dirotto.

Dopo il BOOOM! di Lost in Google, i nostri sciacalli di quartiere sono tornati alla carica due settimane fa. Più o meno. Non che fossero stati ad oziare come Cicerone fino ad allora, ma, molto più semplicemente, non avevano prodotto o distribuito altre serie a episodi.


Invece, lunedì 15 Ottobre, su Youtube, è approdato questo.



Kubrick - Una storia porno
Produzione: Magnolia Fiction
Distribuzione: The Jackal

La prima serie porno sul porno ma senza porno. In sostanza, un'altra commedia web seriale. Come avrete notato, però, a produrla è la Magnolia Fiction. E chi saranno mai costoro? Avete presente quei telefilm orribili tipo "Il coraggio di Angela" o "Il segreto dell'acqua"? Sono loro. Sono parte della schiera di produttori della pessima televisione italiana, sono partecipi dello stato deplorevole in cui sono ridotti tutti i nostri canali televisivi al di fuori di Rai4, La7 e poco altro. Questo, però, non deve fermarvi!
Il prodotto in questione è nettamente diverso. Questa serie gronda The Jackal da tutti i pori! Se non vi fidate ancora e avete timore di cliccare sul play poco più sopra, vedete se il breve teaser vi convince. Altrimenti, chiudete la pagina o aspettate almeno di leggere la trama della prossima serie di cui vi parlerò.




Tratto da un storia NERD
Produzione: The Jackal
Distribuzione: The Jackal

Anzitutto, la trama non c'è, quindi, vi ho fregato. Ma non prendetevela. Era un misero scherza da un blogger-quasi-senza-blog. La trama non c'è poiché questa web series narrerà storie di vita vissuta. Nerd. Cioè, vita nerd. Secondo loro. Ammettiamolo, il termine nerd è ormai una parola che attira quasi quanto tette. Cosa significa? Chi lo sa. Ma attira. E, infatti, ho visto il video. Purtroppo, questa volta agli sciacalli non è andata bene. Forse, i troppi impegni lavorativi li stanno sfiancando, ma dopo LiG e Kubrick e tante altri bellissimi video, vedere questo primo episodio è piuttosto deludente. Strappa un misero sorriso, ma nulla più. Si vuole semplicemente abusare del termine nerd e calcare storie mitologiche ma banali. Fortunatamente, ieri è uscito il secondo episodio. Bello. Forse, anche più vicino al titolo della serie.

Ho scritto fin troppo. Stiamo parlando di video, quindi, vi tocca vedere. Se vi sono piaciuti i video da me linkati e se vi ho incuriosito abbastanza, questa è la loro pagina Youtube da cui potrete accedere a tutti i loro lavori.
Meritano.
Have fun!

P.S.: Non ho inserito i crediti per ogni video per mere questioni di spazio, ma, in generale, il lato tecnico di tutti i video citati è sempre ad opera del gruppo The Jackal.


MMS



25/10/12

Mark Waid e l'ignoranza italiana.


Credo che siano in molti a seguire lo spillato della Panini Comics intitolato "Devil e i Cavalieri Marvel", il quale contiene, tra le altre storie, la magnifica serie di Devil (ovviamente) scritta dall'ormai pluripremiato Mark Waid. Ma Waid non è famoso solo per questo, anzi, sono state altre due le opere che lo hanno definitivamente lanciato, opere pubblicate in Italia ma che nessuno conosce. Intanto, per saperne di più sulla serie del "Diavolo Rosso", vi rimando a questo bellissimo pezzo di un blogger serio e con i controcazzi autore di fantastici recensioni/opinioni su musica, cinema, e arte in generale.

Tornando a noi, nel 2007, dopo aver già lavorato per Marvel e DC e prodotto, tra l'altro, il best seller Kingdom Come,  Waid diventa Editor Capo della BOOM! Studios, casa editrici indipendente americana di fumetti. Dopo le prime tre miniserie, arriva la consacrazione con i suoi due capovalori: Irredeemable e Incorruptible.




Irredeemable
Testi: Mark Waid
Disegni: Peter Krause, Diego Barreto, Eduardo Barreto
Edizione: BOOM! Studios

Irredeemable narra della caduta del più grande supereroe del mondo, il Plutoniano. Ovviamente, egli altri non è che una diversa versione del sempiterno Superman scritto e visto sotto una prospettiva più...umana: un uomo dalle infinite capacità fisiche che si fa carico dei problemi del mondo, ma che raramente riceve un grazie in cambio e che ancora più difficilmente ha la possibilità di stare in pace da solo con i suoi pensieri. Nonostante le mille difficoltà, tutto è sempre filato liscio fino al giorno in cui, nessuno sa come, il Plutoniano impazzì: che sia un crollo psicologico o un lavaggio del cervello a nessuno è dato saperlo, ciò che il mondo conoscerà da vicino sarà la furia di un dio. Rade al suolo Sky City, la "sua" città, così come molte altre metropoli, in meno di mezz'ora, poi parte alla ricerca di tutti i supereroi della Terra per sterminarli uno ad uno. Dopo diverse settimane, i pochi supereroi superstiti, suoi ex-compagni del Paradigma (simil-JLA), si riuniscono per cercare di trovare una soluzione al problema ovvero per scoprire come uccidere un dio! Ma mentre indagano tra fughe, morti, tradimenti e misteri da svelare sul passato del Plutoniano, non sanno che un valido alleato si è ormai schierato dalla loro parte...





Incorruptible
Testi: Mark Waid
Edizione: BOOM! Studios

In teoria, spin-off della precedente serie, ma, in pratica, una solidissima serie che può competere da solista. La storia è inversamente speculare (si può dire?) ad Irredeemable: Max Damage è uno dei peggior supercriminali della Terra. Fisicamente forte quanto il Plutoniano, Max è sempre accompagnato da Jailbait, lussuriosa minorenne compagna di letto e di scazzottate. Un giorno, però, Max assiste in prima persona ad un evento che gli cambierà per sempre la vita: la distruzione della città di Sky City con conseguente sterminio di tutta la sua popolazione da parte del Plutoniano. Cosa ne sarà del mondo ora che il suo più grande simbolo di bontà e giustizia gli si è rivoltato contro? Che ne sarà degli esseri umani se un dio infuriato deciderà improvvisamente di volerli sterminare tutti? E in mancanza di supereroi, chi fermerà il nuovo supercriminale? A queste domande, Max non riesce a trovare una risposta, ma una persona: se stesso. Lui è l'unico in grado di poter fermare il Plutoniano e, in quanto tale, dovrà abbandonare quella inutile e depravata vita in cui era immerso fino a qualche giorno prima, per intraprendere un duro e difficile cammino di redenzione che lo porterà faccia a faccia con la furia di un dio.

Due storie superbe disegnate da artisti bravissimi (i miei preferiti sono Krause e Takara). Allora, perché gli scaffalu degli appassionati lettori italiani non sono pieni zeppi di questi albi? Perche queste serie non fanno il "tutto esaurito"? Per caso, non sono stati pubblicati nel Bel Paese? Ma certo che sì, e, a farlo, è stata la Italy Comics, casa editrice e distributore indipendente. Ecco, forse è proprio questo il problema.
Badate, non sto dicendo che la IC è una pessima casa editrice ma, anzi, tanto di cappello al loro operato, purtroppo, però, lavorano in un paese chiuso e ignorante, un paese di muli dove neanche la lettura è fatta per piacere o cultura personale. I primi numeri di "Devil e i Cavalieri Marvel" sono esauriti, perché? Perché editi dalla Panini Comics, la più grande casa editrice di fumetti con un grandissimo distributore alle spalle e con un potere economico che gli permette di occupare interi scaffali nelle librerie relegando in uno spazio di pochi centimetri le case editrici minori. Errore dei  negozianti, fino ad un certo punto, perché un lettore dovrebbe informarsi su quello che legge e su chi legge, su ciò che viene pubblicato e non. Se Devil mi piace e Devil è scritto da Waid, perché non documentarsi sulle altre sue opere e vedere se sono della medesima qualità? Perché è la curiosità che non esiste. La lettura si consuma in quell'oretta (ma anche meno) che s'impiega a leggere uno spillato di 80 pagine. Nulla rimane, nulla colpisce, ma, nonostante ciò, si compra, sempre la stessa roba, la roba che propinano le major, senza cibarsi invece di ciò che realmente è arte. La maggior parte dei prodotti indipendenti, proprio perché liberi, sono curati al 100% dagli autori senza modifiche esterne. Sono prodotti fatti totalmente col cuore e con la mente di chi li scrive, li disegna, li dirige e quant'altro. Perché, ovviamente, questo discorso non si limita al fumetto ma alle arti in generale. L'arte, ormai, è un'industria, ma gli artisti rimarranno sempre liberi e indipendenti, schiavi solo di sé stessi.

Non siate passivi, ma produttivi. Cibatevi del cibo che cacciate, non della pappa che ci propinano alla mensa. Siate aggressivi nei confronti della cultura, sfidatela, mettetela alla prova, sarà una piacevole e logorante battaglia. Una battaglia che vi porterà a leggere i romanzi gialli di Asimov e le fantastiche avventure di Francesco Dellamorte.

Ma chi sono io per farvi la predica e insegnarvi? Nessuno.
Quindi, mi limito a chiudere il pezzo con un consiglio ai fan di Mark Waid: visitate il sito Thrillbent. Ah, lo conoscete già? Allora, perdonate la mia arroganza.

MMS

24/10/12

Di polentoni e terroni.


Qualche giorno fa, qui, scrissi la mia opinione riguardo un triste episodio.
Oggi, ho trovato un'opinione decisamente migliore, scritta bene e che mi ha insegnato. Vorrei condividerla con voi.
L'autore si chiama Marco Demarco ed è un giornalista del Corriere del Mezzogiorno autore di questo blog.
Buona lettura.



MMS

23/10/12

Chi non muore si rilegge. Così si spera.


Dopo secoli (circa due mesi), torno a scrivere (si fa per dire).

So di essere mancato solo a pochi affezionati (i miei genitori, per esempio, che, tra l'altro, non seguono il blog), ma non per questo vi condannerò. Anzi, porgerò l'altra guancia e, se volete, anche un po' di lingua.
Rientro in scena con un post incentrato su una casa editrice indipendente di fumetti a voi (soprattutto a me) molto cara.




Il Ritratto
Testi: Luca Conca e Giorgio Giacconi
Disegni: Luca Conca
Edizione: Passenger Press

Ebbene sì, torno e torno a parlarvi della Passenger Press e delle sue stupende produzioni. Non ci posso far nulla. Oramai, ho un debole per questa casa editrice indipendente e i suoi direttori/fondatori, ma torniamo a noi.

Il Ritratto è un fumetto. Breve, ma intenso. Una storia che ci mostra attraverso poetiche immagini che, come recita la quarta di copertina, "l'arte può uccidere". Sarebbe stupido anticiparvi altro vista la sua brevità, ma sarebbe ancor più stupido non dirvi che Luca Conca non è un fumettista, bensì un pittore. Nel vero senso della parola. E, infatti, ogni tavola non è formata da vignette ma da singoli quadri. Piccoli e grandi quadri in successione che formano una storia magica, affascinante e crudele allo stesso tempo. L'arte può uccidere, ma può anche regalarci perle di 36 pagine di tempera diluita e matita.
Prima di passare al prossimo prodotto marcato PP (no, lo assicuro, non mi pagano per questo), mi sembra giusto ricordare che quest'opera è candidata al Premio Gran Guinigi 2012 come Miglior Storia Breve. Ora, non avete scuse per dire che non la conoscevate.




Passenger Cahier N° 1 - 2
Autori: Yan Wei (n°1), Alexis Ziritt (n°2)
Edizione: Passenger Press

Questa volta non ci troviamo di fronte a due fumetti bensì a due artbook. Questi splendidi cahier confezionati sempre in maniera sublime dalla PP contengono illustrazione di due autori indipendenti: nel n°1, troviamo 24 pagine ricche della matita di Yan Wei, pittrice e illustratrice cinese scelta addirittura da Levi's sia come tesimonial che come stilista; nel n°2, a deliziarci sarà il possente tratto di Alexis Ziritt, fumettista e illustratore venezuelano direttore della casa editrice indipendente Calavera.
Essendo questi artbook, ho deciso di lavorare di meno evitarvi una noiosa lettura e lasciarvi godere (nel senso "zozzo" del termine) con qualche immagine di preview. I'm so fuckin english!!!






Basta così. Altrimenti, vi prendete il dito con tutta la mano: voi italiani fate sempre così!


The Hunted
Testi e disegni: Eric Bonhomme
Edizione: Passenger Press

opera mastodontica in casa PP. Realmente mastodontica. Per dimensioni e bellezza. Eric Bonhomme, giovane illustratore haitiano, ha all'attivo un unico fumetto. Questo. E che fumetto! The Hunted è una storia di samurai, maledizioni, combattimenti e passioni tutti splendidamente impressi in venti tavole 34x48,5cm! Vedere artisti sconosciuti di questo spessore pubblicati per la prima volta da una realtà indipendente come la PP c'insegna che 1) loro sono forti 2) il basso livello e la pressoché mancanza di investire e sperimentare sull'arte e per l'arte delle case editrici italiane. Ma chiudiamo questa parentesi per parlare del tratto di quest'autore: dinamico e sfuggente come i demoni che rappresenta ma, allo stesso tempo, deciso e forte come i samurai che li combattono. Inoltre, l'autore ha concepito il fumetto proprio nelle dimensioni in cui è stampato e questo per far sì che il lettore venga immediatamente catapultato e catturato dalla potenza delle immagini nonché dalla sua stupenda storia. Un altro 30 e lode alla Passenger Press glielo diamo? Ancora no perché manca un'importante news notizia!



Black Odissey è il nuovo progetto di quei geni della Passenger Press. Un'odissea nera perché brutali e feroci erano quei tempi, ma, soprattutto, un'odissea erotica, ricca della lussuria che grondava dai miti degli antichi greci. Spiccano nomi come quello di Adriano Barone e di altri artisti che abbiano conosciuto sulle pagine della rivista The Passenger. A questo punto, credo sia meglio salutarvi e indirizzarvi direttamente sulla pagina della campagna di raccolta fondi per quest'opera, campagna cui, col giusto contributo, vi regalerà non solo un'edizione speciale dell'opera ma anche una fantastica illustrazione del fumettista erotico Adriano De Vincentiis. Come si fa a dir di no?

MMS

22/10/12

Mi spiace per voi, ma vi tocca essere italiani.


Non scrivo da molto tempo. Troppo per quanto mi riguarda. Ma ero pronto a tornare. Avevo già preparato un post di di bentornato. Anzi, ne avevo scritti due.
Invece, ho deciso di cambiare perché, stamattina, su Facebook, mi sono imbattuto in un video che ha dato vita al breve pensiero che vi citerò poco sotto. Integralmente. Senza commentare. Poiché io penso e scrivo con umiltà. E questo mio pensiero non volevo fosse lasciato scorrere su di una bacheca pubblica.







Ora, cosa dovremmo dire? La gente fa bene a non pagare il Canone RAI? Certamente, no. Si cadrebbe nel qualunquismo, inoltre, il Canone non serve per pagare SOLO il TGR Piemonte, ma anche e soprattutto Storie di Corrado Augias, Ulisse di Alberto Angela, i stupendi Cicli Cinematografici di Rai4 e tanto altro ancora. Tanta cultura. Allora, cosa dire? Evitare il qualunquismo, evitare gli insulti e i paragoni troppo facili e banali: chiunque abbia frequentato la scuola dell'obbligo sa che il Sud è la culla della civiltà e della cultura. Evidentemente, più dei rozzi tifosi juventini, a non aver studiato sarà stato il giornalista intervistatore e la redazione del TGR Piemonte intera. Dunque, ancora una volta, cosa dire? Cosa fare? Kubrick avrebbe detto: "Non ho risposte semplici". E se non le aveva lui queste risposte, come potrei averle io? Perciò, mi limiterò alla mia umile opinione: continuare a portare alto la nostra cultura e le nostre tradizioni, ma senza isolarci, senza parlare stupidamente di un Regno delle Due Sicilie o dei Borboni e rivendicando una inesistente nazionalità partenopea. Siamo Italiani prima di essere Napoletani. Cerchiamo di capire noi per primi cosa significa ciò in modo da poter istruire e illuminare i nostri connazionali troppo ciechi e assuefatti dalla barbarie culturale. Cerchiamo di essere il simbolo di questa nazione e non la mascotte sulle bocche degli stranieri. Emancipiamoci e non assecondiamo il provincialismo del nostro "Bel Paese". Infine, indigniamoci se lo Stato non prenderà provvedimenti per l'accaduto. Anche un gesto minimo ma che ci faccia capire che l'Istituzione esiste, che poggiamo su qualcosa di solido. Ma, seppure così non fosse, se le nostre fondamenta italiche fossero fallaci, non disperiamo, utilizziamo la nostra "napoletaneità", quello buona, quella culturalmente viva e attiva per rinforzarle insieme ai nostri Fratelli Italiani. Viva la cultura, Viva l'Italia. Rialziamoci.


MMS