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30/05/12

Lui non sbaglia mai!

"Ti riferisci a Pazzo Pazzini?"
Tempi andati.
"Già. Vai avanti?"
Meglio.


"Ultimate Hawkeye", miniserie autoconclusiva scritta da Jonathan Hickman e disegnata da Rafa Sandoval. A non sbagliare è Hickman che fa centro anche con questo secondo albo dedicato all'UU dopo l'esordio di Ultimates.

Hawkeye, in Italia Occhio di Falco, è il nome in codice di Clint Barton, un uomo. Forse, non proprio un uomo comune, ma certamente più "umano" dei vari Thor, Hulk e Capitan America. Un uomo dal passato difficile che l'ha segnato nel profondo. E non mi riferisco solo a ciò che racconta Hickman in questo volume, ma anche a ciò che potete leggere nelle prime due serie degli Ultimates di Mark Millar. Senza dire troppo, un suo amico e collega massacra l'intera famiglia Barton lasciando Clint in balia di un nemico al quale vende, inoltre, gli Stati Uniti. Cose del genere ti segnano e non in positivo.

Ritornando al "presente" della nostra storia, Occhio di Falco è mandato da Nick Fury a sedare una rivoluzione nata nella R.S.E.A. (Repubblica del Sud-Est Asiatico, ndr). In un crescendo di azione, quella che sembrava essere la classica "ribellione con i forconi" è, in realtà, qualcosa di molto più grande e pericoloso al punto da chiedere l'intervento di potenti alleati, tra i quali figura un tizio che SPACCA!!! Così, man mano che la situazione sfuggirà di mano al Capitano Barton, l'attenzione del lettore verrà impercepibilmente spostata su quelli che, in un certo senso, sono i veri protagonisti della storia. Non amo fare spoiler, ma sappiate che Hickman sta ampliando sempre più l'UU preparando il terreno per un qualcosa di decisamente molto grosso. Questa storia s'inserisce tra il primo e (presumo) il secondo albo degli Ultimates, con un finale che potrebbe essere apprezzato o no: dipende dal fatto che siate guerrafondai o pacifisti.

Mentre Bendis si concentra sull'aspetto psicologico del nuovo Spiderman e sul mondo a lui immediatamente vicino (amici e parenti), Hickman stravolge l'intero pianeta Terra dividendolo in fasce d'influenza, creando e distruggendo miti dell'UU. Sfruttando come scusa lo S.H.I.E.L.D., Hickman viaggia in lungo e in largo sul mondo piantando novità a ogni dove senza aver paura di strafare.

Sandoval, inoltre, è un artista che a me piace molto. Ha un tratto che è ormai la sua firma e si trova a suo agio anche nelle scene di maggior azione sebbene, a volte, non riesca a caratterizzare bene ogni singolo personaggio. Un po' come il buon vecchio Mark Bagley.

"Non ci hai pensato proprio neanche stavolta. Ci inserisci perlomeno nella conclusione?"
Dai! Questo era piccolino.
"Sticazzi!"
D'accordo.

Un must per tutti i fan dell'UU, mentre, per chi non lo segue: che state aspettando? Recuperate New Ultimate Spiderman 1 e Ultimates 1, poi, gustatevi questo Hickman nel pieno della sua vena creativa capace di mettere carne a cuocere in continuazione. Speriamo che non deluda facendo bruciare il tutto. Purtroppo, è quello che succede con queste grandi case editrici. Creano 20 personaggi e se ne dimenticano 15. Ma noi abbiamo fiducia in Jonathan: lui non sbaglia mai! "Amen."


MMS



24/05/12

Because Indie is the Way: Chronicle


Non c'è nulla da fare: quando una produzione è indie è migliore. Questo non solo perché fa figo dire indie o seguire roba indie, ma perché è una conseguenza inevitabile dell'assenza del famoso "potere superiore", che non voglio certamente demonizzare, ma non tutti lo sanno gestire. Inoltre, se indie non è sinonimo di "capolavoro", lo è certamente di "alta qualità e affidabilità". Spesso. Quasi sempre.

Tre ragazzi trovano OMISSIS e, d'un tratto, sono dotati di superpoteri. Telecinesi, volo, resistenza sovrumana. Ma come reagiscono dei giovani liceali dopo aver scoperto di possedere un tale dono?
Per quanto possa amare Marvel, DC e colleghi, la risposta che da Josh Trank è molto più credibile e "ben argomentata". "Wow! Ho dei superpoteri! Adesso prendo dallo zaino questa calzamaglia prefabbricata di un materiale ultra-aderente e anti-sudorazione e vado in giro per la città salvando le persone da pazzi criminali che hanno acquisito superpoteri nello stesso mio periodo!!" Ci crediamo perché ci piace, ma è un'idea ancor più surreale dei poteri ragneschi. Invece, Andrew, Matt e Steve, i tre protagonisti del film, si testano, si divertono, s'impongono delle regole che, però, inevitabilmente, uno di loro trasgredisce e che segnerà l'inizio dei dissapori. E se due superumani litigano, a subirne le conseguenze sarà chi si trova nei loro pressi.

Il film è girato in found footage in stile mockumentary. Queste parole "fighe" significano che Andrew, figlio di un pompiere in pensione perennemente ubriaco che non attende alcun pretesto per picchiarlo e insultarlo continuamente, acquista una telecamera e decide di riprendere la sua vita. Giorno per giorno. Ora per ora. Sempre. E, la sua telecamera, sarà i nostri occhi. Attraverso lei conosceremo Matt, il cugino, non bravo quanto il "secchione" Andrew nell'uso dei poteri ma dotato di un corpo (quasi) invulnerabile, e Steve Montgomery, candidato a "Presidente" del suo liceo, carismatico e bravo anche lui nell'uso delle sue singolari capacità. Oltre al fantastico trio, conosceremo altri personaggi come la madre morente di Andrew o la ragazza di cui Matt è innamorato perso da anni. E quando la storia si sposterà ad alta quota, non perderemo di certo il nostro found footage: Trank riuscirà sempre a trovare un escamotage per mantenere vivo e rendere funzionale a meglio quella che è la peculiarità di questo film.

Anche se la trama non è da poco. Così come lo spessore dell'intera vicenda. Parliamo di un thriller, anzitutto, e, poi, di un action. Si passerà da scene ricche di suspense a scene ad alte dosi di adrenalina. Non mancheranno focus introspettivi del protagonista primo (Andrew ché ha la camera, ndr) né scene divertenti frutto di una goliardia superumana. Poi, ci sono gli effetti speciali. Nonostante sia presente una sola esplosione in tutto il film, a differenza delle produzioni kolossal dove vige la regola "più esplosivi hai, più il film è figo", no hai mai dubbi su ciò che stai guardando. Effetti puliti e precisi, mai falsi o irreali. La battaglia finale è la prova definitiva della maestria di questo giovane regista e del suo cast. Ancora punti a favore dell'indie!

In definitiva, credo sia un film che consiglierei a chiunque, non solo ai cosiddetti appassionati. Chronicle non è un film sui supereroi, è la storia di tre ragazzi totalmente diversi ma uniti dal caso. Tre ragazzi che hanno ricevuto un dono troppo più grande di loro. Tre ragazzi che vogliono imparare a gestirlo nonostante le numerose difficoltà. Ci riusciranno?

P.S.: Si vocifera che la Fox abbia già scritturato Max Landis, lo sceneggiatore, per un eventuale sequel ma è in dubbio la regia di Trank. Fai bene, Josh, non venderti ai cattivi!


MMS

20/05/12

Vitae - Sidewalk



Sullo stile delle buon vecchie ost dei videgames Snes e affini.
Vi dispiace?
A me no!

Il Pigro e i Cattivi - Parte V

E siamo arrivati all'ultimo appuntamento con le pseudo-recensioni degli albi della neonata Villain Comics, anche se bisogna dire che, soprattutto nell'ambiente romano, si sta già ritagliando una sua fetta di pubblico organizzando incontri e interviste. Bravi ragazzi! Evidentemente, però, quest'improvvisa ondata di soldi, fama, donne e potere, rende loro difficile rispondere a delle semplici e-mail. Just saying.
Ora, passiamo al sodo con il nostro ultimo albo:

"Nerd Uniti!", testi di Roberto Cirincione e Michele Monteleone, disegni di Carlo Alberto Fiaschi e colori (anche se nessuno lo scrive mai) di Walter Baiamonte. La bellissima copertina ad opera di Gabriele Dell'Otto e Werther Dell'Edera ritrae la bella squadra di nerd protagonisti della storia. Ma chi sono?

Iniziamo col precisare che Thwip e Fat-Nerd sono due commessi di una fumetteria realmente esistenti, infatti, hanno denunciato "quei due della Villain" perché si stanno "arricchendo" grazie alla loro biografia pubblicata illegalmente. Io, però, non avendo voce in capitolo, non posso sbilanciarmi. Quindi, se desiderate ricevere maggiori informazioni e aggiornamenti sulla causa in corso, potete fare visita al loro blog creato appositamente per l'evenienza cliccando qui.
Tornando al fumetto, un giorno, Thwip e Fat, insieme alla loro miglior cliente nonché amica, Sara, una modella specializzata nel "cosplay dei personaggi di fumetti e videogames che hanno una bassa percentuale del loro corpo coperta da vestiti", si vedono piombare dinanzi a loro un uomo proveniente dal...cielo! Una volta scoperto che questo "figlio delle stelle" è dotato di superpoteri e non ricorda nulla del suo passato, i tre non hanno dubbi: saranno i mentori di colui che diverrà il paladino della giustizia di Reborn City. Assistiamo, così, a duri allenamenti, difficili prove costume e a tutte le varie fasi che un superumano deve passare prima di diventare un supereroe degno di questo nome.

Come già accennato, la storia è ambientata a Reborn City, la classica metropoli simil New York, terra fertile per avventure supereroistiche e distruzioni su larga scala. Reborn City, però, al pari dei due protagonisti, è una città reale: ci troveremo tutti i maggiori prodotti di consumo della nostra società, da Google alla Trilogia di Star Wars. Inutile aggiungere che quest'albo rappresenta l'apice delle citazioni dirette e indirette tanto amate dalla Villain Comics. Partendo dal titolo che si rifà al motto dei Vendicatori, i due autori fanno sfoggio della loro enorme conoscenza di tutto lo scibile nerd. Questo continua ricerca della citazione diventa sempre più ossessiva aiutando a caratterizzare non solo i due commessi, ma anche la ragazza. Infatti, oltre ad essere lei stessa una nerd, il suo lavoro sarà l'opportunità per combinare quotes e fanservice.

I disegni sono bellissimi, consoni al "tono" del fumetto e capaci di caratterizzare un maniera ottimale ogni personaggio al punto da regalarci un fantastico cameo di...rientra nel fanservice: non c'è sfizio nell'anticiparlo!
Peccato per alcune forzature/sbavature nella sceneggiatura e ad un tentativo non ben riuscito di alludere a "celati legami tra biondi figuri". Ma, non temete, la lettura è scorrevole, regolare e non crea fastidi come prurito o tosse.

Il tutto termina con un cliffhanger che ci carica di ottimistiche aspettative per il prosieguo dell'avventura. In appendice, troviamo due "special": un'esilarante storia di Garibaldi, che spero vivamente rientri in "continuity" (si, voglio esagerare), e una scialba strip tranquillamente evitabile.

In conclusione, Nerd Uniti! è l'ennesima prova che questi ragazzi ci sanno fare e ciò ci lascia ben sperare sul futuro della loro piccola casa editrice. Peccato dover aspettare Lucca per i nuovi numeri, ma voi, intanto, procuratevi queste prime quattro perle. In bocca al lupo, Villains! E cercate di non sgarrare.

P.S.: dedico questa recensione a JoJo_94 perché, ormai, faccio dediche a chiunque.



MMS

16/05/12

Il Pigro e i Cattivi - Parte IV

Dopo un far west post-apocalittico e una megalopoli futuristica e ultratecnologica, quei simpatici ometti della Villain Comics atterrano nella nostra capitale (Roma, ndr) con un albo dal titolo

"L'Anna Kournikova" con testi di Stefano Marsiglia e Michele Monteleone, disegni di Marco Di Gloria e copertina di Roberto Recchioni, il quale, è un dovere ricordarlo, supervisiona tutte le opere dei Villains.

Il titolo cita (non l'hanno mai fatto, vero?) una "mano" del poker alla texana (precisamente quando un giocatore ha un asso e un re) che si dice sia bellissima ma che non vinca mai al pari dell'omonima tennista

Infatti, è la mano preferita dello sfortunatissimo Orlando Serpieri, protagonista della vicenda e giocatore incallito, anzi, ossessivamente malato di poker. Natasha, invece, ha i capelli biondi, delle tette grandi, una valigia piena zeppa di soldi, un vestito sporco di sangue e una richiesta di soccorso. È correndo in aiuto di questa giovane russa che inizia l'avventura di Orlando, un eroe(?) in bilico tra i due omonimi personaggi letterari: il pazzo furioso e il paladino innamorato.

Ci troviamo di fronte ad uno stupendo fumetto noir italiano, anzi, ad una vera e propria graphic novel visto l'ottimo livello della narrazione. Un uomo che vive perennemente "in bilico", una bella donna, due boss mafiosi ed una borsa piena di soldi sono certamente elementi classici ed abusati del genere, ma i due autori riescono a miscelarli in modo tale da creare una superba opera capace di attirare e sorprendere il lettore.

I disegni si meritano i medesimi plausi: un tratto non prettamente realistico, ma capace di caratterizzare esteticamente ogni personaggio in modo adeguato. Ad esempio, per capire chi sia il cattivo chiamato "la Iena", basterebbe sfogliare l'albo senza leggere nulla e capireste al volo grazie alla capacità del disegnatore di classificare anche esteriormente i ruoli e gli "animi" dei personaggi. Inoltre, molto ben riuscito questo perenne senso di buio e di sporco della città che contribuisce in maniera decisa a rendere ancora più noir la vicenda.

Peccato per alcuni piccoli errori "di distrazione e, in particolare,  per le scene d'azione  che risultano confusionarie e caotiche al punto da non riuscire a distinguere gli arti del corpo...?!?

In definitiva, l'ennesimo punto a favore di questo neonato marchio: sono addirittura riusciti a creare una graphic novel!!! È l'unico fumetto non seriale dei quattro, ma merita. Merita di essere acquistato e letto molto più rispetto a numerose cagate che spacciano per capolavori. E ve ne mostrerò qualcuna. Abbiate fede.
C'mon Villains!

P.S.: ringrazio Marco per esser diventato il mio primo lettore fisso. Marco non è pagato, non è un mio amico, un mio parente né una mia fidanzata. Marco ha salvato la mia autostima. Marco mi ha permesso di guardare a testa alta al mio futuro. Marco è la ragione per cui ogni mattina mi sveglio e corro a salvare l'antilope che altrimenti sarebbe mangiata dal leone. Marco se n'è andato e non ritorna più. Marco...chi cazzo sei?!?

MMS

11/05/12

Il Pigro e i Cattivi - Parte III

Ed eccoci alla terza parte delle mie orribili pseudo-recensioni sugli albi degli sfortunati - lo sono molto se io scrivo di loro - tipacci della Villain Comics.
Rispetto al precedente albo, compiamo un balzo da un passato post-apocalittico ad un futuro in stile "Blade Runner". Questo salto temporale ci catapulta direttamente nelle pagine di:


"Addio alle armi", testi di Giulio Antonio Gualtieri e Francesco Trentani con disegni di Valerio Nizi.
Anche in questa storia abbondano le citazioni: oltre alla chiara ispirazione al cult movie di Ridley Scott, il titolo del comic è un ovvio riferimento all'omonimo romanzo di Ernest Hemingway.
Gli elementi chiave della vicenda sono ben sintetizzati nella bella copertina di Valerio Schiti e Vega Guerrieri: Harry Willis, un (non ufficialmente dichiarato) sessantenne reduce di guerra e, attualmente, investigatore privato; l'immensa, tecnologica e buia metropoli in cui vive; i "numerosi addii" che l'ex-tenente ha dovuto dare durante i suoi anni di vita.

Nella sequenza introduttiva, Harry ci è subito presentato come un vecchio cazzuto che subito si getta nella mischia per difendere un androide torturato da tre teppisti, i quali, però, lo pestano in malo modo e con estrema facilità a causa della sua veneranda età. Ma sarà fortunosamente salvato dal tempestivo intervento del sempiterno "oste armato di peacemaker", un must in qualsiasi secolo. Verrà, poi, ingaggiato dalla moglie di un suo commilitone morto in guerra per indagare sul suo presunto ritorno dall'aldilà...inizia così l'avventura del nostro anziano investigatore privato, un'avventura che lo porterà a scavare nel suo passato per svelare complotti e intrighi che si sviluppano attorno a lui in un crescendo di azione e violenza.

Beh!, in effetti, la violenza e le scene "splatter" sono molto mitigate, anzi, "autocensurate" dagli stessi autori tramite l'uso di un tratto molto "confuso" e scuro al fine di non far distinguere l'intestino dal pancreas e dai polmoni perforati.

Da notare e apprezzare il particolare uso del chiaroscuro da parte di Nizi, il quale, più che donarci l'effetto del buio, la mancanza di luce, trasforma i personaggi e l'ambiente in ombre, in delle vere e proprie entità oscure. In effetti, la maggior parte dei personaggi nasconde, chi più e chi meno, una buona dose di oscurità in sé e, sotto questo punto di vista, l'effetto del chiaroscuro di Nizi non contribuisce solo a rendere più tetre le scene ma a imprimere sull'intera storia un marchio di buio e marcio. D'altro canto, Harry Willis risalta da questa oscura massa in quanto cavaliere senza macchia, un eroe a tutti gli effetti. Per quanto scorbutico e aggressivo possa essere, ci troviamo dinanzi ad un eroe senza macchia vecchio stampo e non ai soliti antieroi che popolano l'immaginario contemporaneo. Purtroppo, è da notare anche l'eccessiva tempra del sessantenne che, a tratti, sembra anche possedere un principio di fattore di guarigione mutante, a meno che quei cerotti futuristici non facciano miracoli!

Molto ben fatte le scene d'azione dove il tratto preciso e ben definito che contraddistingue l'intera storia cede il posto ad una matita più sinuosa e sfumata quando c'è da esaltare la "mortale e superumana" velocità presente in alcune scene.

Lo scontro finale è terreno fertile per una serie di classiche frasi ad effetto da veri duri che fanno sempre la loro porca bella figura! Migliore, invece, la riflessione conclusiva di Harry con chiusura nel sempreverde stile "Cool Guys Don't Look At Explosions".

In definitiva, una fantastica storia autoconclusiva (?) molto ben disegnata capace di farvi affezionare al suo anziano protagonista al punto da chiedere a grande voce un seguito delle sue avventure che sicuramente è già in programma. Perché lo è programma, giusto?
C'mon Villains!!!

MMS

10/05/12

I Definitivi


Ammetto che la copertina mi ha tratto in inganno: vedere gli Ultimates ritratti in modo identico alle loro controparti cinematografiche dell'ultimo blockbuster hollywoodiano "The Avengers", quando, in realtà, è l'intera filmografia recente della Marvel ad essere apertamente ispirata all'universo definitivo, mi ha fatto leggermente preoccupare da buon nerd/fan/malato/paranoico/complottista/nazionalsocialista/tassista qual io sono. Poi, ho letto l'albo scritto da Jonathan Hickman e disegnato da Esad Ribic: FANTASTICO!!!


Questo è l'UU che vogliamo! Un universo coraggioso dove c'è chi muore, chi muore, chi muore e chi scoppia! "Bisogna fare tutto ciò che nell'Universo Classico non sarebbe neanche immaginabile." E Hickman lo fa all'ennesima potenza!


Intrighi e tradimenti senza sosta. Grandi strateghi e guerrieri che lottano in tutto il mondo. La caduta degli dei.
Questo è solo un assaggio dei disastri che andranno a concatenarsi ad una velocità tale da procurarci l'affanno. Tutt'ora sto scrivendo in uno stato d'iperventilazione!!!


Il tutto magistralmente disegnato dal tratto tanto serio e deciso quanto dinamico e cartoonesco nelle sue particolari onomatoppe del croato Ribic e con un uso saggio del colore capace di identificare e riassumere con le giuste tonalità l'atmosfera che i personaggi stanno vivendo da parte di Dean White.


Un fantastico albo. Una serie che si prospetta riservare numerose sorprese.
Se siete degli aficionados dell'UC, statene alla larga. Se, invece, volete leggere di scazzottate supereroistiche, intrighi politici e tentativi di epurazione della razza umana (il solito insomma), questo dovrà essere il prossimo vostro acquisto.


P.S.: rileggendomi, capisco di aver scritto da fanatico. Ma, nonostante ciò, ho scritto il vero. Per me, s'intende.


MMS

09/05/12

Il Pigro e i Cattivi - Parte II

KILL'EM'ALL, THOSE FUKIN' VAMPIRES!!! O zombie. O qualsiasi non-morto essi siano. Fatto sta che sono fighi! "Ma di cosa stai parlando?" E c'è da chiederlo? Ovviamente di:
"Se sei vivo spara!" primo albo della Villain Comics vittima delle mie pseudo-recensioni con testi e disegni ad opera di Bruno Letizia e copertina di Fabio Listrani. Un western post-apocalittico con dei particolari vampiri a farla da padrone.

Sorvolando (non è vero) sulla cover che, personalmente, non apprezzo per lo stile troppo statico e surreale incapace di presentare la giusta dose di cruda azione che sembra essere l'etichetta di questa (si spera) serie, arriviamo ad un classico prologo che ci mostra la genesi di questi mostri che vendicheranno lo sterminio di una tribù indiana, i Pequot, da parte dei sempre dolci e gentili visi pallidi del Nord America.

Dopodiché, abbiamo la presentazione del nostro cazzutissimo protagonista: uno zoom inverso su un predicatore morto a cui Lion Gardiner, il nostro cowboy, fa ironicamente una predica che si conclude con la classica frase ad effetto che dona il titolo all'albo. Titolo che cita l'omonimo film di Giulio Questi, un macabro e ultracensurato western che, però, nulla a che fare col fumetto dei Villani.

Gardiner s'incammina verso quel che rimane della cittadina di Providence nel Massachusetts portando sulle spalle una grossa, ma non ingombrante per lui, bara, in cui qualcuno o qualcosa inizia a canticchiare la ninna nanna inglese Twinkle Twinkle Little Star in prossimità dei vendicativi vampiri indiani: il mix tra canzoncina per bimbi e non-morti contribuisce a creare un'atmosfera abbastanza tetra. Continuano, dunque, le citazioni di spaghetti western con Django, un misterioso cowboy che, nell'omonimo film di Sergio Corbucci, trascina dietro si sé una bara nella famosa scena iniziale. Ma si strizza anche l'occhio a Crossed di Garth Ennis dove il Monco funge da radar per gli Scrociati al pari della "coccola" di Gardiner.

Quando si è in procinto di entrare nel vivo dell'azione, veniamo drasticamente interrotti da un flashback che vuole illuminarci sul passato di Lion. L'atmosfera del ricordo ci è donata da una semplice quanto efficace mancata inchiostrazione facendo, quindi, permeare il tratto sfuggevole e abbozzato della matita e dei grigi.
Dopo averci accennato di un tragico passato del protagonista e avendogli donato maggior spessore psicologico, torniamo da un Gardiner che ha appena sconfitto e torturato a dovere il suo avversario. Ed ecco che, quando il tradizionale paletto di legno trapassa il cuore del vampiro, la creatura muore in una "tamarra" quanto efficace esplosione. Efficace, perché potrebbe contribuire alla creazione di fantastiche scene ricche di azione e dinamicità, tamarro, perché lo è, ma, nella giusta quantità, non può fare che bene.

Unica pecca, se proprio vogliamo essere cattivi e se servisse ancora sviare tutte le voci che mi vedono come stipendiato dai "tipacci" della V.C., un (uno solo) primissimo piano di Lion costruito in maniera errata. "Potevi tranquillamente passarci su!" Lo so, ma mi tartassava le meningi.

In definitiva, qualcuno potrebbe affermare che 22 pagine sono poche per giudicare appieno l'opera, io credo siano un breve ma intenso assaggio per prepararci a ciò che avverrà prossimamente su questa serie. Sicuramente,  questa sorta di incipit alla storia preannuncia uno sviluppo da aspettare con ansia, speriamo solo che non ci sia da aspettare troppo.
C'mon Villains!!!


MMS

06/05/12

In favore di Miglia Morali



Si, lo so, avevo annunciato 4 pseudo-recensioni e me ne esco con un titolo stupido e un immagine di un costume alternativo di Spiderman!!! Cribbio! Che idiota...mi sono già bruciato quella piccola fetta di pubblico.


Ehi! Aspettate! Cos'avete capito? Quello nell'immagine non è mica Peter Parker! "No? E chi dovrebbe essere? Lo sappiamo che ci stai prendendo per il culo per farci continuare a leggere!" No, sono serio. Il ragazzino sotto la maschera si chiama Miles Morales e...ok, procediamo gradualmente.


Questo neo-Spiderman ha sostituito il defunto Peter Parker (si, è morto, ma non piangete ancora) nell'Universo Ultimate della Marvel. "Cos'è l'Universo Ultimate?" mi domanderà qualcuno (vi prego, fatelo). L'UU è un universo fittizio composto da diverse serie, tutte marchiate "Ultimate", creato nel 2000 e del tutto slegato dall'Universo Classico nato durante la Seconda Guerra Mondiale con Capitan America che picchiava i soldati nazisti e "cose così". L'UC, per intenderci, è la casa di tutti i supereroi Marvel che fanno ormai parte dell'immaginario globale e degli astucci dei vostri cugini più giovani. Dunque, 60 anni di storie e "megasaghe" sono un po' difficili da recuperare per un giovane che volesse approcciarsi al fumetto supereroistico statunitense, così, la Marvel ha pensato bene di creare un nuovo universo con serie che partissero dal principio per accogliere questi nuovi lettori e, di conseguenza, aumentare anche gli introiti. "Mica è scema la Marvel!" (Oddio! Sto parafrasando Alessandro Gassman...).


La serie che ha decretato la nascita dell'UU è stata Ultimate Spiderman di Brian Michael Bendis e Mark Bagley. Proprio l'appena citato Bendis, ultimamente, è soggetto a numerosi attacchi a causa del suo "peterparkericidio" e conseguente nascita del neo-Spiderman Miles Morales. Ecco, sarò anche esagerato e antipatico, ma trovo queste critiche del tutto infondate, irrispettose e infantili (BOOOM!!!).
Il suddetto sceneggiatore, è all'opera su USM da 12 (DODICI!!!) anni ininterroti, creando e non abbandonando mai il suo "ragno definitivo". In 12 anni di UU, numerosi sono stati gli artisti che si sono susseguiti sulle pagine delle diverse serie, ma Bendis non ha mai abbandonato la sua testata divenendo il "primus inter pares" di questo giovane universo. Mi pare scontato dire che, in così tanti anni, una "caduta" ogni tanto può capitare, anche se Brian (siamo fratelli ndr) è sempre "inciampato" senza mai abbassare drasticamente il livello delle sue storie che si attestano su un una media abbastanza alta. E, adesso, ha deciso di far uscire di scena Parker per dare spazio alla sua creatura.


Ai suoi esordi, l'UU era molto simile all'UC salvo che per un look dei personaggi molto più "moderno" e qualche background leggermente differente. Col passare degli anni (e dei numeri), però, si è sempre più discostato dal "papà" sia per la continuity che per lo stile narrativo più maturo capace di sfiorare tematiche alla Vertigo (si, dai, fatemelo dire!). Un esempio di questa narrazione più cruda e, quindi, in un certo senso più reale, è la morte definitiva dei personaggi. Peter Parker, infatti, non è il primo caduto in battaglia, anzi, il nostro giovane supereroe è l'ultimo (per ora) di un discreto numero di deceduti tra i quali figura anche  Wolverine!!!


"Allora, perché fiumi di lacrime per Peter Parker?" Perché era un personaggio carismatico, di un elevato spessore e dalle grandi potenzialità soprattutto dal punto di vista narrativo a seguito di alcuni intrecci che si erano venuti a creare. Invece, ecco che Bendis clicca Alt+F4 e decide di aprire un nuovo file. Ma, attenzione, il documento precedente è stato salvato con cura. Forse, i lettori ancora non si sono resi conto di star leggendo Ultimate Spiderman e non Ultimate Peter Parker  e che in questi 12 anni di storie, Bendis ha creato un vastissimo arco di storie donandoci tantissime perle e deludendo raramente. Anche l'addio di Peter è stato epocale: io ho pianto!!! Ma, subito dopo, sono andato a comprare il nuovo n°1 e ho letto di Miles Morales che, oltre ad essere un personaggio oggettivamente intrigante (poteri differenti da P.P. e lo zio Prowler, a cui è legato, indossa un costume che ricorda Deadpool), è pur sempre figlio di Bendis. Anzi, lo è ancora di più!!!


Quello che molti definiscono "un gesto incomprensibile frutto di una mente deviata", io l'ho visto come un doppio atto di coraggio compiuto da un autore, ormai, più che maturo: l'uccisione di una pietra miliare e la creazione di un proprio supereroe. Perché un autore, per scrivere, ha anche bisogno di stimoli (no, non quelli) e cosa può spronarti di più se non un personaggio nato dalla tua mente sulla quale hai il completo controllo? Inoltre, l'UU è un universo più "cattivo" e, quindi, non credo sia strano che un ragazzino di 16 anni che ha "semplicemente" la forza proporzionale di un ragno muoia. Non è mica Batman!!!*


In conclusione, Bendis ci ha sempre regalato ottime storie e, nonostante le numerose morti, non credo abbia mai deluso i suoi lettori. Riservo grande fiducia in lui e nella nuova disegnatrice di USM: Sara Pichelli.
Thumbs up for italian artists! Respect for BigB!
BLACK POWER!!!


"No, baby, you don't care about them. They're wicked! I'll protect you!"




MMS


*Battuta nerd.

05/05/12

Il Pigro e i Cattivi - Parte I

Welcome, strangers!

Salve a tutti gli odierni lettori,
se vi trovate su questo blog, spero sia per puro caso o mera curiosità e non sotto mio previo pagamento né, tantomeno, retribuiti dalla mia genitrice: sarebbe deprimente per la mia già molto provata persona. Come deprimente è anche questa premessa sia per il lessico che per il concetto in sé. Ora, cercherò di presentarmi sul serio.

Studio lingue straniere. Si, più o meno è ciò che faccio. Qualche volta "scribacchio" da qualche parte qualche frase senza senso, ma credo sia dovuto ad un qualche trauma infantile di cui non ho più memoria. Perché ho creato questo blog? So che non ve lo starete chiedendo, infatti, me lo sto chiedendo io. E mi risponderò. Se volete, potete sbirciare. Il blog è nato a causa della mia pigrizia. "Come", mi potrei chiedere ancora, "scrivo all'una di notte e dico di essere pigro?" Certo, altrimenti avrei scritto durante la giornata. "Se sono pigro, allora, perché scrivo?" Perché mi stanco di ripetere le stesse cose ad ogni mio amico o conoscente che mi capita a tiro: scrivo tutto ciò che voglio dire qui e, poi, linko il post a tutti i miei amici. Facile, no? "E cosa vorrei scrivere in questo blog?" Il titolo può essere fuorviante (so che non lo è ma fa figo dirlo ndr.), ma non mi ci sono soffermato volutamente perché sono certo che sarà modificato. Scriverò, per la maggior parte, quelle che io (e il dizionario) definirei "recensioni", ma anche mie semplici opinioni. L'argomento? Boh! Sono un appassionato di fumetti e, dunque, potrei concentrarmi su quello, ma mai dire mai.

A questo proposito, ho letto qualche giorno fa un articolo dove persone accusavano altre persone di mancata professionalità nel loro pseudo-lavoro quale "recensori fumettistici". Ammetto che, in principio, la cosa mi ha fatto un po' vacillare, ma, subito dopo, ho pensato che Google ha già qualsiasi mio dato in archivio e, dunque, approfittare di questa cosa per aprire un blog gratuito dove poter scrivere le cazzate che si vogliono, non avrebbe disturbato il gusto di nessuno. Giusto? Inoltre, ho pensato ad un ottimo modo per iniziare: parlare della Villain Comics!

"Cos'è la Villain Comics? Perché parli di costei?" La Villain Comics è una neonata casa editrice italiana fondata da sette giovani follemente coraggiosi/coraggiosamente folli scrittori e disegnatori di fumetti supervisionati gratuitamente (si è offerto volontario) da Roberto Recchioni. Villain significa cattivi, ma loro cattivi non lo sono e tengono a precisarlo nella seconda di copertina di ogni albo (che ragazzi sensibili *_* ndr). "Ma perché parlo di questi sette fortunati (vedi Recchioni ndr) "emulatori" italiani della Image Comics (nata 20 anni fa da 7 giovani autori/artisti americani ndr)?" Per la stupenda iniziativa che spero continui com'è iniziata, ovvero alla grande? Per i quattro fantastici albi appena autoprodotti e pubblicati? Perché sono italiani? Perché hanno capito che per combattere la crisi e il sistema bisogna andargli a sbattere in faccia e non arretrare a testa bassa? No! Semplicemente, perché non avrebbero i soldi per citarmi in tribunale: Con gli albi venduti al Napoli Comicon, sono rientrati nelle spese e non gli converrebbe andare in rosso per una denuncia nei confronti della mia persona (I'm joking! Non denunciatemi sul serio). Ebbene si, i giovanotti hanno presentato i loro albi in anteprima mondiale al Comicon di Napoli, qui, nella mia città. La notizia mi ha reso molto felice ed è uno dei motivi per i quali subito mi sono affezionato a questo marchio. Purtroppo, però, li ho conosciuti allo stand e...mi sono diventati ancora più simpatici!!! Ho comprato i loro 4 albi in blocco ricevendo in omaggio la shopping bag "della casa" e uno sketch autografato dietro ogni albo dal rispettivo disegnatore! 

"Ovviamente", mi direi io, "la simpatia senza la qualità è una semplice presa per il culo." E mi darei ragione. Questi ragazzi, però, non prendono in giro nessuno. I 4 albi io li ho letti (come tanti altri acquirenti) e sono pronto a "recensirli" alla mia maniera. Non ora, per vostra fortuna.

Credo sia ora di andare a dormire anche perché domattina mi attendono un paio di ore di fila alle poste.
Mi dispiace avervi annoiato, ma la prossima volta cercherò di essere più prolisso e meno simpatico. Ah, e le domande le farete voi ovviamente. So che siete tutti dei curiosoni. E che non mi segnalerete alle autorità dopo questo primo post. Spero. In tal caso, vi ho voluto bene. Poco.
Buonanotte a lor signori. See u next time.

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