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05/06/12

Povera Vecchia Italia

Mi annoia a morte scrivere questa pseudo-recensione.
"Perché il fumetto è orribile?"
No, ma è...vecchio! Uff!


"Saguaro", la prima serie regolare mensile della Bonelli Editore dopo anni di ri-ri-ristampe e miniserie scritta da Bruno Enna, già famoso per alcune storie di Dylan Dog, e disegnata da Fabio Valdambrini, che si alternerà con numerosi artisti nei prossimi mesi per dare spazio ai giovani talenti di Casa Bonelli.

In questo primo numero, conosciamo Thorn Kitcheyan, detto Saguaro, amerindo reduce della guerra in Vietnam, tornato in patria a Window Rock, capitale della Nazione Navajo. Il suo ritorno porterà scompiglio nell'equilibrio omertoso in una zona ricca di boss criminali messicani, poliziotti corrotti (non mancano MAI!) e indiani che preferiscono il silenzio e il quieto vivere alle risse da bar. Un classico western tutto azione e sparatoria impreziosito da uno spruzzo di cultura indiana fine a se stessa. Nulla di eclatante o di eccessivamente originale se non fosse che...in realtà, lui...no, la città, invece...uff!

Confermo: nulla di eclatante o di eccessivamente originale. In un periodo di grande crisi per il nostro Paese, non solo sul piano economico, ma sull'intero mercato del fumetto, la nostra più grande casa editrice sforna, dopo anni, una nuova serie regolare e fallisce clamorosamente. "Perché? Chi sei tu per dirlo?" Ovviamente, nessuno al di fuori di me stesso, esprimo solo un mio pensiero. In un periodo di sperimentalismo, d'innovazione, di e-book e fumetti digitali, non solo la Bonelli non si discosta minimamente dal suo stile vecchio e antiquato delle "classiche vignette che ormai si usano solo in Topolino", non solo sembra obbligare i suoi artisti a non fare altro che il compitino di casa con storie semplici e lineari e disegni puliti e tranquilli, ma ci ripropone qualcosa di già visto e ormai trapassato. Saguaro non è altro che una nuova versione di Tex, più giovane e pimpante, forse, ma nulla di nuovo. Il western, inoltre, ha fatto il suo tempo. Ok, c'è stato il remake de Il Grinta, ma quelli erano i fratelli Coen: fate un esame di coscienza. Qual era il target di questa nuova serie? Credevate che i ventenni di oggi sarebbero cresciuti con Saguaro così come quelli di 40 anni fa sono cresciuti con Tex?

Noi poveri italiani non siamo portati per il cinema e il fumetto d'azione o seriale o hollywoodiano, siamo per la produzione d'autore. Perché siete alla miliardesima ristampa di Dylan Dog e riuscite ancora a venderlo? Perché dopo Sclavi c'è il vuoto e DyD potrebbe essere chiuso? Perché pubblicate Saguaro e non John Doe? Il problema è che già avete le risposte a questi interrogativi, ma ve ne importa molto poco. Siamo un paese vecchio, senza sogni né aspirazioni, senza voglia di vivere, progredire, cambiare, conoscere, sperimentare, senza curiosità. Ci fa piacere la partita la domenica e il cinepanettone a Natale. Ci lamentiamo del Governo e litighiamo con i nostri vicini. Ma, in realtà, cosa facciamo? Dormiamo. Siamo un popolo in letargo. Ciechi che dormono. E ciò che potrebbe destarci è l'arte. Come fa da secoli. Purtroppo, abbiamo atrofizzato anche la nostra arte e non disponiamo più di artisti degni di tale nome. Solo raramente qualche pazzo urla forte e cerca di svegliarci. Ma noi riusciamo sempre a soffocarlo.

Sapete chi ha vinto l'Orso d'Oro di Berlino al Miglior Film del 2012?

P.S.: perdonate lo sfogo.

MMS

14 commenti:

  1. Concordo con ogni singola parola, pur non avendolo letto. E so di poterlo fare in virtù dell'aver letto molto altro di loro. La Bonelli ha perso qualsivoglia ispirazione.. Fossilizzatasi in un format ormai obsoleto (già verso l'85-86 e dopo, ma a quei tempi controbilanciato dall'alta qualità delle storie). La fase delle miniserie cominciò con "Gregory Hunter", parecchi anni fa.. storie piuttosto banali, protagonisti assolutamente privi di carisma (posseduto invece da personaggi come Dylan Dog, Martin Mystère, Nick Raider.. nonostante i nomi ridicoli appioppatigli dagli autori). Anche le vecchie serie hanno perso ogni smalto, cadute in un ciclo di ripetitività senza fine. Nathan Never si è mantenuto e si mantiene in vita tutt'ora semplicemente perchè è guidato da creatori con le palle, che non hanno mai avuto paura di scrivere saghe lunghe (a volte anche 12- 13 numeri) in cui personaggi principali venivano ammazzati e lo stesso assetto geopolitico del mondo in cui vivevano cambiava radicalmente.
    Che dire..

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    1. "La fase delle miniserie cominciò con "Gregory Hunter", parecchi anni fa.."

      Per quel che ne so io, Gregory Hunter diventò "miniserie" per via delle scarse vendite!^^

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    2. Purtroppo, non esiste una vera tradizione del fumetto italiano poiché nessuna opera fumettistica mastica l'italiano. Viviano di contaminazioni. Per carità, non che sia contro i contagi, ma per essere infettato, dovrei avere un qualcosa di solito sul quale far attecchire il virus.

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  2. Quoto ogni singola parola! Del post e del commento!

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  3. Tutto giusto, il vecchio stile Bonelli ha strarotto ecc ecc, non si discute. Non capisco il problema delle vignette in gabbia rigida, ma suppongo sia solo per indicare la rigidità di idee, altrimenti anche Watchmen sarebbe da buttare. Certo che se l'innovazione è rappresentata dal copia-incolla di John Doe siamo a posto. Come esempio non funziona, non me ne vorranno gli estimatori del sottogenere. Si continua a chiedere a Bonelli di essere Coconino, ma basterebbe che i suoi autori osassero, come fece Sclavi ai suoi tempi, non credo che ci sia una linea editoriale così censoria, o che qualche grande editore innovativo cacciasse i tanti denari necessari e portasse in edicola i Gipi, i Baru ecc ecc. e creasse un nuovo mercato

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    1. Hai ben spiegato la mia critica alle vignette in gabbia rigida, anche se, per quanto riguarda Watchmen, dobbiamo ricorda QUANDO è stato pubblicato. Oggi, Moore, nonostante scriva boiate ormai prive del suo estro "storico", non usa più quelle vignette. Comunque, vignette chiuse = mente chiusa = creatività morta.
      Ti do ragione anche su John Doe, ma rimane pur sempre il fatto che non è stato voluto pubblicare. E non credo il motivo fosse il "copia&incolla"
      Ecco: innovazione. Non c'è una linea censoria (forse), ma di certo non credo lascino il massimo delle libertà. Non devono essere Coconino o portare Gipi in edicola (anche se non farebbero male), ma basterebbe semplicemente pagare degli autori e dirgli di scrivere quello che vogliono e come lo vogliono. L'importante è che siano buone opere. D'altronde, questa è la politica dell'Image Comicse non mi pare che McFarlane e soci "piangano miseria". :P

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  4. Sulla sequenza vignetta chiusa-mente chiusa-creaetività chiusa potremmo discutere per anni, non saremo mai d'accordo, amen. Per tutto il resto concordo in pieno. L

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    1. Non dico che sia una cosa strettamente collegata, ma non posso mai credere che tutti gli sceneggiatori della Bonelli amino quello stile. Questo è il problema. :P
      Comunque, mi ha fatto piacere questo scambio di battute.
      Alla prossima

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  5. ho letto anche io saguaro e ho fatto veramente fatica a finire di leggerlo! saguaro è una sorta di mister no che vive un'avventura di tex

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    1. Io ho fatto fatica ad accettare il fatto di averlo acquistato!
      Pessima mossa della Bonelli. Peccato.

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  6. Onestamente non capisco il nesso tra la crisi economica e la critica a Saguaro.
    Ci sta che il fumetto non ti sia piaciuto, ma non comprendo il perchè si vada a criticare la linea editoriale e le scelte della casa editrice più importante in italia e che finora ha ottenuto molti successi editoriali. Oltretutto siamo al primo numero,è come se critichi la Juventus o il Milan dopo la prima di campionato, mah...
    saluti
    andrea

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    1. Ok, Bonelli è il colosso italiano del fumetto e blablabla, ma, oltre la pessima partenza di Saguaro, abbiamo i Romanzi a fumetti che non riescono e l'ultimo, Darwin, ne è la riprova, abbiamo una serie di DyD ormai rovinata e insulsa che va avanti solo dio sa perché, abbiamo l'Almanacco Giallo che non riesce mai a convincere e a superare la soglia del "brutto". Poi, non abbiamo niente. niente di nuovo, niente che ci possa far prendere una boccata d'aria fresca. Per quello, dobbiamo obbligatoriamente aspettare il 2013 e incrociare le dita.
      Siamo al primo numero, certo, ma ho letto moltissimi n°1 che m'incitavano all'acquisto compulsivo anziché farmi pentire di averli comprati. Non credi basti questo?
      Ora, perché un prodotto è italiano non significa certo che dobbiamo regalargli i nostri soldi. C'è molta "robbba" italiana e non che merita la nostra attenzione. Di qualcosa, puoi anche leggere in questo umile blog. Io pago per la qualità, non faccio opere di beneficenza aspettando che "la situazione migliori".

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  7. Ok MMS chiaro ed esaustivo, il problema era capire perchè criticando Saguaro, mi andavi poi a criticare tutta la casa editrice. Considera che producendo molti prodotti, qualcuno può riuscire meglio degli altri. Cmq non ho mai detto che devi per forza comprare Bonelli solo perchè è italiana ci mancherebbe.
    Alla prossima
    andrea

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    1. Perdonami, sono spesso prolisso e facilmente mi faccio prendere la mano.
      Grazie e alla prossima. ;)

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