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16/06/12

Insipida e Vecchia Italia


Qualche giorno fa, durante una quieta e silenziosa colazione mattutina, sintonizzai il mio amabile digitale terrestre su Rai5, uno di quei canali culturalmente più elevati dai quali i più rifuggono al pari di Rai4 e Iris, e seguii una simpatica puntata del Late Show with David Letterman, meglio conosciuto come David Letterman Show. Dopo uno degli irriverenti monologhi del nostro anziano conduttore, entra finalmente il primo ospite: Mark Wahlberg, uno degli attori hollywoodiani più in voga in questi anni e sull'onda del successo e della fama che ha recitato, tra gli altri, in The Lovely Bones, The Fighter e The Departed. Se non avete mai visto l'ultimo dei tre, siete delle brutte persone e andrete all'inferno. Uomo o donna avvisato...

Parte l'intervista e ci sono scambi di battute tra i due, sketch ovviamente preparati e la presentazione finale sia della catena di fast-food a conduzione familiare Wahlburgers (sì, avete letto bene) che del suo prossimo film in uscita nelle sale americane Ted. Ovviamente, tutto ciò e passato davanti i miei occhi e attraverso le mie orecchie molto velocemente e senza provocare alcun disturbo, senonché, a fine puntata, mi è tornato in mente un aneddoto della vita di Wahlberg che mi ha fatto riflettere. Cosa strana, in effetti, ma ci è riuscito.

Mark, da ragazzino, cantava e e faceva spettacoli con il fratello maggiore ed altri amici in uno di quei gruppi stile  The Jackson 5, finché, a 17 anni, decise che la droga e il furto fossero più consoni al suo stile di vita. Fu arrestato e scontò la sua non eccessiva pena. Una volta uscito, capì di dover mettere la testa a posto. Così, supportato dalla petulante madre, si faceva "produrre" delle serate e degli spettacoli dal fratello e, in contemporanea, lavorava. Il risultato è quel ricco uomo, che vedete nella foto sopra, sposato e con due figlie nonché una carriera da urlo.

"Ancora una volta, perché tutto ciò?" Perché a me non sembra normale. Quantomeno, non rientra nella normalità che vivo quotidianamente. Riuscite a immaginare un ragazzino italiano che esce dal carcere realmente "riformato" e "rieducato"? Io no. Riuscite immaginare anche solo un ragazzino italiano di 17 anni che lavora e, intanto, fa spettacoli nei locali? Nemmeno. Riuscite ad immaginare un ragazzino italiano che insegue un sogno, poi, l'abbandona e inciampa e, una volta rialzatosi, riprende ad inseguirlo fino a raggiungerlo? No, non ci riesco. Si parla male degli Stati Uniti e si vuol mostrare in continuazione la bugia che si cela dietro il sogno americano, ma io non ho mai ascoltato storie del genere in Italia. A casa mia, quando sei in carcere appartieni al Sistema, alla Camorra, alla Mafia. Se non nasci nel quartiere giusto, sei della mafia. Quando esci dal carcere, sei della mafia. Non puoi avere sogni perché non sei una persona, sei una loro arma. Qui, se nasci dove nessuno vorrebbe nascere e inciampi anche se solo per una volta come Mark, sei fottuto. Non esiste il diritto di replica. Nel carcere non ti formi per la vita da cittadino, ma per quella del malavitoso. Il carcere è un battesimo del fuoco.
"Non credi di star esagerando? Non starai raccontando il peggio del peggio?" Ok, allora, parliamo di una famiglia del ceto medio. Cosa insegnano oggi i genitori? A prendere il pezzo di carta, è quella la cosa importante. Non devi andare a scuola per studiare, non devi andare a teatro o in piscina per inseguire i tuoi sogni né tanto meno metterti a suonare con una chitarra elettrica in un locale. Devi imbrogliare e fregare gli altri per arrivare ai tuoi obbiettivi. E se non lo s'insegna in tutte le famiglie medie, sicuramente è il postulato di quelle ricche. La nostra è una generazione di orfani, una generazione con genitori che non hanno compreso qual è il loro ruolo. Inoltre, quanti gruppi di giovani vediamo aggirarsi nei locali la sera? Quanti vengono prodotti? A chi viene dato credito? Ma, soprattutto, chi sono i giovani che vengono presi in considerazione? A 40 anni spesso si è "emergenti". Wow! Da lì in poi sarà tutto in salita!
Il sogno americano non esiste, hanno ragione. Esiste il sogno straniero per noi italiani. In qualsiasi paese, al di fuori dell'Italia, ci potremo realizzare. Tenetelo ben a mente e mandateli tutti affanculo!!!

Per farmi perdonare di questo nuovo sfogo, vi lascio con un bel trailer dello scorrettissimo film presentato nello show di cui sopra.
Buona visione.




MMS


8 commenti:

  1. Un articolo molto piu riflessivo del solito! ma ancora una volta concordo con te si spara tanta merda sugli States ma il sogno americano esiste ancora, al contrario di quanti molti vogliano farci credere. PS Ted è stato creato da Seth McFarlane il creatore dei "Griffin" e "American Dad"

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    1. Non è tanto il sogno americano quanto il nostro stare troppo in basso nella "catena alimentare". Il cosiddetto "sogno americano" è un sogno che si avvera in tutti i cosiddetti "paesi civili occidentali". Evidentemente, noi siamo più vicino al Terzo Mondo.

      P.S.: McFarlane è una garanzia in ogni ambito! Questo "Ted", però, mi sa che si DEVE vedere in inglese per assaporarlo al meglio.

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    2. Leggiti questo^^:
      http://www.analisidiborsa.it/2011/10/11/se-steve-jobs-fosse-nato-in-italia/

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    3. La lessi tempo fa sul blog dell'autore, ma non ricordo come si chiami.

      "qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme", credo che questa sia la frase che meglio sintetizzi il la nostra chiusura mentale. Leggerlo mi ha solo procurato una profonda malinconia, ma ti ringrazio l'ho stesso perché mi ha ricordare quanto dovrò lottare per scappare via da qui per vivere una vita quantomeno dignitosa. ;)

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  2. Post e riflessione interessanti.
    Però quel sogno americano del quale si parla, forse non abbraccia questo caso. A me risulta che Mark Wahlberg abbia avuto un'infanzia difficile e che sia stato in carcere a 16 anni e che solo dopo questa esperienza, sia entrato nel mondo della musica con lo pseudonimo di Marky Mark. Ma questo è potuto accadere solo grazie al fratello, membro dei New Kids on the Block che allora spopolavano letteralmente ovunque. Suo fratello, allora, era già milionario.

    Il punto sono i soldi. Come al solito. Se Wahlberg non avesse avuto alle spalle il potere del fratello, forse sarebbe ancora dietro le sbarre, chissà.
    Certo c'è da dire che il suo l'ha fatto, dopo. E la carriera nel mondo del cinema l'ha curata tutto da solo. Quindi tanto di cappello.

    Ho visto anch'io quella puntata del Letterman Show. A me ha impressionato di più la storia che porta i figli a vedere come lui si faccia cancellare i tatuaggi :)

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    1. Proprio in quella puntata ha detto di essere entrato nel mondo dello spettacolo col fratello già prima dell'esperienza carcere. Che, poi, Wahlberg Senior fosse addirittura milionario, non lo sapevo.

      La storia di Mark era uno spunto per una riflessione. Volendo, sono sicuro di riuscire a trovare una storia identica senza un fratello milionario. ;)

      Grazie per i complimenti.

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  3. "La storia di Mark era uno spunto per una riflessione. Volendo, sono sicuro di riuscire a trovare una storia identica senza un fratello milionario. ;)"

    http://it.wikipedia.org/wiki/Danny_Trejo

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    1. Il Grande Danny!!!

      http://www.youtube.com/watch?v=U6UCHk5pFmU

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