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11/05/12

Il Pigro e i Cattivi - Parte III

Ed eccoci alla terza parte delle mie orribili pseudo-recensioni sugli albi degli sfortunati - lo sono molto se io scrivo di loro - tipacci della Villain Comics.
Rispetto al precedente albo, compiamo un balzo da un passato post-apocalittico ad un futuro in stile "Blade Runner". Questo salto temporale ci catapulta direttamente nelle pagine di:


"Addio alle armi", testi di Giulio Antonio Gualtieri e Francesco Trentani con disegni di Valerio Nizi.
Anche in questa storia abbondano le citazioni: oltre alla chiara ispirazione al cult movie di Ridley Scott, il titolo del comic è un ovvio riferimento all'omonimo romanzo di Ernest Hemingway.
Gli elementi chiave della vicenda sono ben sintetizzati nella bella copertina di Valerio Schiti e Vega Guerrieri: Harry Willis, un (non ufficialmente dichiarato) sessantenne reduce di guerra e, attualmente, investigatore privato; l'immensa, tecnologica e buia metropoli in cui vive; i "numerosi addii" che l'ex-tenente ha dovuto dare durante i suoi anni di vita.

Nella sequenza introduttiva, Harry ci è subito presentato come un vecchio cazzuto che subito si getta nella mischia per difendere un androide torturato da tre teppisti, i quali, però, lo pestano in malo modo e con estrema facilità a causa della sua veneranda età. Ma sarà fortunosamente salvato dal tempestivo intervento del sempiterno "oste armato di peacemaker", un must in qualsiasi secolo. Verrà, poi, ingaggiato dalla moglie di un suo commilitone morto in guerra per indagare sul suo presunto ritorno dall'aldilà...inizia così l'avventura del nostro anziano investigatore privato, un'avventura che lo porterà a scavare nel suo passato per svelare complotti e intrighi che si sviluppano attorno a lui in un crescendo di azione e violenza.

Beh!, in effetti, la violenza e le scene "splatter" sono molto mitigate, anzi, "autocensurate" dagli stessi autori tramite l'uso di un tratto molto "confuso" e scuro al fine di non far distinguere l'intestino dal pancreas e dai polmoni perforati.

Da notare e apprezzare il particolare uso del chiaroscuro da parte di Nizi, il quale, più che donarci l'effetto del buio, la mancanza di luce, trasforma i personaggi e l'ambiente in ombre, in delle vere e proprie entità oscure. In effetti, la maggior parte dei personaggi nasconde, chi più e chi meno, una buona dose di oscurità in sé e, sotto questo punto di vista, l'effetto del chiaroscuro di Nizi non contribuisce solo a rendere più tetre le scene ma a imprimere sull'intera storia un marchio di buio e marcio. D'altro canto, Harry Willis risalta da questa oscura massa in quanto cavaliere senza macchia, un eroe a tutti gli effetti. Per quanto scorbutico e aggressivo possa essere, ci troviamo dinanzi ad un eroe senza macchia vecchio stampo e non ai soliti antieroi che popolano l'immaginario contemporaneo. Purtroppo, è da notare anche l'eccessiva tempra del sessantenne che, a tratti, sembra anche possedere un principio di fattore di guarigione mutante, a meno che quei cerotti futuristici non facciano miracoli!

Molto ben fatte le scene d'azione dove il tratto preciso e ben definito che contraddistingue l'intera storia cede il posto ad una matita più sinuosa e sfumata quando c'è da esaltare la "mortale e superumana" velocità presente in alcune scene.

Lo scontro finale è terreno fertile per una serie di classiche frasi ad effetto da veri duri che fanno sempre la loro porca bella figura! Migliore, invece, la riflessione conclusiva di Harry con chiusura nel sempreverde stile "Cool Guys Don't Look At Explosions".

In definitiva, una fantastica storia autoconclusiva (?) molto ben disegnata capace di farvi affezionare al suo anziano protagonista al punto da chiedere a grande voce un seguito delle sue avventure che sicuramente è già in programma. Perché lo è programma, giusto?
C'mon Villains!!!

MMS

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